Sicurezza
Duemila case fantasma sull'isola, il record a Capoliveri
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Appartamenti, villette, fabbricati rurali, piccoli ruderi. Qualcosa come duemila immobili, per l'esattezza 1.979. Sono le "case fantasma", quelle che non risultano al catasto, scovate dall'occhio vigile dei tecnici anche tramite rilievi aerei. Una verifica che parte dal 2007 quella dell'Agenzia del territorio con la collaborazione dell'Agea che è andata avanti per quattro anni e che ha portato alla luce centinaia di irregolarità.
Il record di «case fantasma» è del Comune di Capoliveri qualcosa come 616 immobili che non risultano al catasto. A seguire Campo nell'Elba (399), Portoferraio (333), poi Marciana (187) e Porto Azzurro (153), che precede Marciana Marina (131) e Rio Marina (89). Chiude la fila Rio nell'Elba con 70 immobili non segnalati. Ora dovranno tutti essere regolarizzati. Due mesi di tempo fino al 31 marzo per farlo. Dopo scatterà una mini stangata per i proprietari di tutti gli immobili che non sono stati dichiarati al catasto e che potranno sborsare una cifra che si aggira intorno ai 5mila euro.
Nella bozza del decreto sul federalismo municipale è stata inserita una novità proprio sugli edifici fantasma: se non verrà modificato il testo, le sanzioni per chi non si è messo in regola saranno quadruplicate e passeranno da 300 euro (anche se si riducono a 75 se l'importo viene versato entro 60 giorni dalla richiesta) a 1.200. Ma non sarà l'unica voce di spesa per chi non provvederà all'obbligo di dichiarazione.
Dal momento in cui l'Agenzia del territorio avvia la pratica, tra spese di rilievo (la voce più onerosa con 1.030 euro per case tra 100 e 200 metri quadri e 1.270 per quelle oltre i 200 metri quadri) e sopralluogo, verifica e compilazione dei documenti, classamento e attività estimali, il conto da pagare si arricchirebbe di altre 2.500 euro e potrebbe ulteriormente salire in base al ritardo nella denuncia e alla natura e grandezza dell'immobile.
La spesa può essere limitata se il proprietario effettua la dichiarazione in proprio, cioè incaricando un professionista dei rilievi entro i termini. A questo va aggiunto il pagamento degli ultimi cinque anni di Ici e Irpef che spetta a tutti, anche a chi provvede a regolarizzarsi.
Il record di «case fantasma» è del Comune di Capoliveri qualcosa come 616 immobili che non risultano al catasto. A seguire Campo nell'Elba (399), Portoferraio (333), poi Marciana (187) e Porto Azzurro (153), che precede Marciana Marina (131) e Rio Marina (89). Chiude la fila Rio nell'Elba con 70 immobili non segnalati. Ora dovranno tutti essere regolarizzati. Due mesi di tempo fino al 31 marzo per farlo. Dopo scatterà una mini stangata per i proprietari di tutti gli immobili che non sono stati dichiarati al catasto e che potranno sborsare una cifra che si aggira intorno ai 5mila euro.
Nella bozza del decreto sul federalismo municipale è stata inserita una novità proprio sugli edifici fantasma: se non verrà modificato il testo, le sanzioni per chi non si è messo in regola saranno quadruplicate e passeranno da 300 euro (anche se si riducono a 75 se l'importo viene versato entro 60 giorni dalla richiesta) a 1.200. Ma non sarà l'unica voce di spesa per chi non provvederà all'obbligo di dichiarazione.
Dal momento in cui l'Agenzia del territorio avvia la pratica, tra spese di rilievo (la voce più onerosa con 1.030 euro per case tra 100 e 200 metri quadri e 1.270 per quelle oltre i 200 metri quadri) e sopralluogo, verifica e compilazione dei documenti, classamento e attività estimali, il conto da pagare si arricchirebbe di altre 2.500 euro e potrebbe ulteriormente salire in base al ritardo nella denuncia e alla natura e grandezza dell'immobile.
La spesa può essere limitata se il proprietario effettua la dichiarazione in proprio, cioè incaricando un professionista dei rilievi entro i termini. A questo va aggiunto il pagamento degli ultimi cinque anni di Ici e Irpef che spetta a tutti, anche a chi provvede a regolarizzarsi.
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