Toremar, vincerà chi investe sui traghetti
Settanta punti al privato che in tre anni cambierà tre navi
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PORTOFERRAIO. Saranno gli investimenti sulla flotta a pesare maggiormente sull'andamento della gara per la privatizzazione di Toremar. Chi spende di più per rinnovare le navi avrà maggiori possibilità di aggiudicarsi la compagnia e la gestione del servizio pubblico per i prossimi 12 anni con contributi di Stato e Regione pari a circa 16 milioni di euro l'anno. All'indomani dell'incontro tra Regione e sindaci dell'Elba emergono nuovi particolari sul bando per la privatizzazione della compagnia, di cui ovviamente sono già stati messi al corrente gli undici soggetti privati in gara per l'acquisto. Contrariamente alle aspettative non saranno i servizi aggiuntivi, cioè le corse in più, a pesare maggiormente nell'assegnazione del punteggio. L'attivazione di una coppia di corse tra l'Elba e il continente in orario notturno, ad esempio, varrà 4 punti sul massimo di 100 che sarranno distribuiti a seconda dell'offerta presentata. E anche l'offerta economica potrà, al massimo, ottenere un punteggio di 20 su 100. A fare la differenza sarà, insomma, la garanzia del rinnovo della flotta che vale 70 punti su 100. In base a quanto appreso dalla Regione al privato che comprerà la compagnia sarà chiesto di sostituire tre navi nei primi tre anni, tra queste l'aliscafo e due traghetti. Ma non c'è alcun obbligo, per l'acquirente, di andare a comprare imbarcazioni nuove. L'unica richiesta del bando è che venga abbassata nel tempo l'età media della flotta (oggi più o meno di 24 anni). In pratica il privato protrebbe anche decidere di comprare navi meno vecchie delle attuali ma non proprio nuove o in alternative prenderle in affitto per la durata del contratto di servizio. V.L.
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