Il dolore
Proteste a Campo per la biblioteca fantasma
Stefano Taglione
Il prezioso patrimonio librario lasciato negli scatoloni in attesa di una nuova sede
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MARINA DI CAMPO. Una biblioteca chiusa al pubblico. E' quella di Marina di Campo, in teoria la più importante dell'isola d'Elba dopo quella Foresiana, in pratica un luogo astratto dove sono conservate opere anche molto importanti ma inaccessibili o quasi. Tra queste la collezione privata di Oreste Del Buono, donata dal nipote di Teseo Tesei al Comune di Campo. La "Balestrini - Gentini", così si chiama, da più di un anno è sparita, anche se su Internet si riesce a trovare perfino l'orario di apertura. Prima era ubicata nell'edificio delle scuole elementari, ma poi è stata chiusa perché le aule erano insufficienti. Per questo, due anni fa la precedente amministrazione la spostò provvisoriamente in una stanza all'interno del palazzo comunale, adesso adibita a ufficio protocollo. Date le ridotte dimensioni del locale, la maggior parte dei volumi erano rinchiusi negli scatoloni e solamente una parte stava effettivamente sugli scaffali, tanto che chi chiedeva dei libri per i bambini si sentiva rispondere «mi dispiace, non possiamo prestarli perché sono incellofanati». «Alla scuola elementare - dice il sindaco Vanno Segnini - mancavano gli spazi e per questo motivo lo scorso anno abbiamo ristrutturato i locali dando vita a nuove aule. Le famiglie hanno apprezzato questo nostro intervento e così facendo abbiamo accorpato le classi in un unico plesso scolastico. Per quanto riguarda la biblioteca attualmente si trova all'interno delle scuole medie. E' stata spostata in un'ala con ingresso indipendente. Non sappiamo quando ma in futuro cercheremo di renderla fruibile». Una situazione paradossale per l'opposizione campese, che si interroga sul perché la "Balestrini - Gentini" non sia rimasta aperta al pubblico durante questo periodo di transizione. «Non accetto che una biblioteca così importante - afferma Lorenzo Lambardi, consigliere di minoranza e vice-segretario zonale del Pd - non solo non sia digitalizzata, ma neanche fruibile. Non è così che si tutela il nostro patrimonio culturale. Era sicuramente meglio mantenerne l'esposizione in Comune, ma l'amministrazione ha preferito spostare lì l'ufficio protocollo e adibire la stanza del piano superiore ad uso esclusivo della Giunta, nonostante esistano già sale sufficienti, come quella consiliare e l'ufficio del sindaco».
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