Italia
Tagli al Progetto Elba del 40%. Timori per il reparto di medicina
Sanità al bivio, i sindaci chiedono chiarezza all'Asl
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Il pronto soccorso dellospedale 2 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Il punto di partenza, certamente non l'unico ma di sicuro preoccupante, è il taglio dei finanziamenti per il Progetto Elba. Il 40% delle risorse in meno che passano da un milione e mezzo di euro a poco più di 880mila. Colpa della diversa ripartizione delle risorse per la sanità che deriva dalle nuove norme introdotte dal governo. Colpa dei tagli tarsversali, «che non hanno tenuto conto delle specificità dei territori» afferma il presidente della conferenza dei sindaci, Vanno Segnini, operati dalla Regione. Ma la partita che Segnini e i sindaci dell'Elba dovranno giocare con l'azienda sanitaria va ben oltre questa problematica. Si tratta di capire di quale sanità ha bisogno l'isola in una fase in cui lo stesso Segnini riconosce lo scorso coinvolgimento - da parte dell'Asl - delle istituzioni del territorio nella programmazione degli interventi. Ecco perché prima di capire cosa fare con le risorse rimaste del Progetto Elba il sindaco di Campo vuole capire cosa succederà all'intero sistema sanitario sull'isola. E dopo il confronto di giovedì con il direttore generale dell'azienda, Monica Calamai, tornerà a confrontarsi con l'Asl già a partire dalla prossima settimana. «Abbiamo ravvisato la necessità - spiega Segnini - di fare un percorso di conoscenza e già per la prossima settimana è stato fissato un nuovo incontro. Il tema è quello del futuro della nostra sanità. Oggi c'è il problema della possibile cancellazione dell'unità operativa di medicina? Dobbiamo capire se e come verrà affrontato. Ci sono preoccupazioni per la carenza di organico? Anche in questo caso serve fare chiarezza. Alla luce di questi riscontri dovremo poi andare a decidere come spendere le risorse del Progetto Elba per affrontare le criticità».
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