Il dolore
LAsa: «Morosità molto elevata, ma non centra nulla con il nuovo aumento delle tariffe»
Acqua, irregolari metà dei pagamenti
Nel 2010 recuperati 10 milioni di evaso, l'azienda replica alle accuse
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PIOMBINO. È vero che la percentuale di persone che non pagano la bolletta dell'acqua è ancora elevatissima in tutta la zona gestita dall'Asa, ma non è per questo motivo - cioé per recuperare la morosità - che sono nuovamente aumentate le tariffe. Lo spiega l'Asa in una nota di replica alle critiche avanzate ieri da Ilio Benifei coordinatore locale di Sinistra ecologia libertà. In tutto l'Ambito territoriale 5, affermano dall'Asa, «il pagamento a scadenza è infatti rispettato solo dal 50% degli utenti, il che vuol dire che viene pagata una bolletta su due». Dall'azienda assicurano che «l'attività di recupero della morosità prosegue intensa; nei primi 9 mesi del 2010 sono stati recuperati da Asa 10 milioni di euro di crediti riferibili al fatturato ante 2010. I risultati del recupero della morosità sono positivi - è il commento dell'Asa - ma, anche a causa della crisi, l'azienda non può forzare la mano sulle fasce più deboli, e pertanto l'azione di recupero viene protratta nel tempo». Dall'Asa arrivano poi ulteriori precisazioni sugli aumenti delle tariffe dell'acqua scattati in questi giorni, aumenti il cui andamento negli ultimi dieci anni - relativamente alla spesa annua per fascie medie e medio-alte di consumi - è riassunto nella tabella qui accanto. «L'Autorità di ambito territoriale (Aato) determina le tariffe dell'acqua e controlla la gestione di Asa - spiegano dall'azienda - mentre quest'ultima gestisce reti e impianti. Asa è quindi gestore del sistema alle condizioni economiche che vengono stabilite da Aato 5. Queste condizioni - prosegue la spiegazione - prevedono che l'azienda recuperi i costi connessi al servizio che l'Autorità stima e fissa per la gestione del servizio e per la realizzazione degli investimenti. Tale recupero è garantito mediante una tariffa prestabilita applicata ai consumi idrici». «L'applicazione della tariffa ai consumi reali - si legge ancora - genera, attraverso la bollettazione, i ricavi annuali per coprire i costi del sistema. La morosità viene riconosciuta da Aato 5 nella misura del 2% e non può essere superata. Alla fine d'ogni triennio, Asa presenta ad Aato 5 una rendicontazione. La differenza tra i ricavi effettivamente fatturati dal gestore e i ricavi stabiliti dall'Autorità danno luogo al differenziale da recuperare, in più o in meno, nel triennio successivo. Asa - prosegue la nota - recupererà il valore del minore fatturato conseguito maggiorando la tariffa del triennio successivo; in caso di maggiore fatturato realizzato rispetto a quello di diritto, la differenza verrà restituita diminuendo la tariffa nel triennio seguente. Con questo meccanismo una società che gestisce il sistema fissa i propri costi operativi e d'investimento. Asa non punisce chi risparmia - conclude la nota - ma applica ciò che viene determinato da Aato 5 e quindi approvato dai sindaci».
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