Gioco
Ma lazienda sanitaria dovrà anche fare i conti con i tagli alle risorse del Progetto Elba
In corsia arriva la riabilitazione
Antonella Danesi
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Il presidio ospedaliero di Portoferraio Sette posti entro primavera e più spazi per i malati cornici
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PORTOFERRAIO. Nuova trasferta dei vertici della Asl livornese all'Elba, con annunci importanti per la qualità della vita dei pazienti. A partire dalla riabilitazione, oggi solo ambulatoriale, ma che presto potrà diventare ospedaliera, con 7 posti letto, di cui tre per la riabilitazione a bassa intensità assistenziale. Il direttore della Azienda sanitaria, Monica Calamai, insieme al suo staff, durante la visita elbana ha incontrato la conferenza dei sindaci, insieme alla quale è stato deciso di portare a compimento quanto previsto dal documento programmatico presentato congiuntamente, all'Azienda, dalle otto amministrazioni locali e, per la prima volta il comitato Elba Sanità. Incontri di verifica e di pianificazione delle novità che sono annunciate in tempi relativamente brevi, anche se mancano ancora scadenze precise. «Nell'incontro con i sindaci - ha spiegato il direttore generale - abbiamo portato avanti la volontà di creare un percorso comune. La riorganizzazione per intensità di cura e quella del territorio è un percorso avviato dall'Azienda e che a breve produrrà anche qui i suoi frutti». A primavera il direttore sanitario Luca Lavazza ha annunciato l'attivazione del day service, in pratica un unico punto in cui compiere il percorso che dà risposte al quesito diagnostico ed indica la patologia del paziente. Dopo di che sarà possibile programmare tutti gli accertamenti necessari, in tempi rapidi, una o due settimane al massimo. «Il nostro obiettivo è garantire la qualità della sanità pubblica - ha annunciato Monica Calamai - e questo si può fare riportando tutto a regime e liberando risorse che possono essere reinvestite». In conseguenza della situzione generale e dei tagli alle risorse che dallo Stato arrivano alle Regioni diminuiscono anche i finanziamenti del progetto Elba, che comporteranno quache ritocco alle progettualità in essere ma sempre nella logica di non rinunciare ai servizi essenziali. Tra questi l'ospedale di comunità, utile in una situazione di patologie croniche intermedie per pazienti che non possono essere ricoverati ma neanche rimandati a casa. Strutture già attuvate negli altri presidi sanitari della provincia ma che a Portoferraio saranno attivate al più presto, in regime transitorio pur di partire. Insomma un percorso sanitario più sicuro che si dipana a diversi livelli assistenziali, come la possibilità da parte dell'Azienda di creare percorsi di presa in carico del cittadino che potrà essere seguito nella spacialistica. Infine la telemedicina, fondamentale per una realtà insulare come quella elbana, un progetto già annunciato qualche anno fa ma che deve ancora essere completato. «La programmazione territoriale - ha terminato il direttore - è un aspetto fondamentale di cui continueremo a parlare a partire dall'incontro con i responsabili del territorio». Incontro che l'azienda ha previsto nella giornata di oggi.
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