Il Tirreno

Clima teso tra gli schieramenti, Corrado Martorella chiede le dimissioni di Barbetti

Ballerini fuori dal consiglio comunale

Valentina Landucci
Ballerini fuori dal consiglio comunale

La maggioranza: incompatibile. L'opposizione: è una vendetta politica

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CAPOLIVERI. Paolo Ballerini non è più un consigliere comunale di Capoliveri. L'ex sindaco, capo dell'opposizione in consiglio, principale avversario del primo cittadino in carica, Ruggero Barbetti, è stato messo alla porta martedì sera con una pronuncia di incompatibilità votata dai consiglieri di maggioranza.  Si è astenuto Corrado Martorella di "Capoliveri insieme". Hanno votato contro i colleghi di partito di Ballerini (che non era presente in aula) della lista "Liberi": Fausto Martorella, Luciano Geri e Alessandro di Vita.  Un finale scontato, stando alle norme, ma con un retroscena di contrasti e vendette difficile da nascondere, come del resto ha ben evidenziato il dibattito in aula.  La decadenza. Il pronunciamento di decadenza arriva a seguito di un ricorso presentato dall'ex sindaco contro il Comune per le decisioni adottate dalla commissione sul paesaggio in merito ad alcune pratiche edilizie inoltrate dallo stesso Ballerini e relative alla propria abitazione privata a Zuccale. L'iter del ricorso, rispetto al quale non è stata concessa la sospensiva prima dal Tar e poi dal Consiglio di Stato, ma sul quale manca ancora una pronuncia nel merito del tribunale amministrativo, ha in realtà poco a che vedere con la decisione adottata dal consiglio. Se Ballerini ha ragione oppure no non impedisce, infatti, che venga attivata una procedura di decadenza in virtù dell'articolo 69 del Testo unico degli enti locali che stabilisce tra i criteri di incompatibilità per un consigliere la presentazione di ricorsi nei confronti dell'amministrazione nella quale è stato eletto.  A supporto della correttezza formale del percorso intrapreso nei confronti di Ballerini la giunta Barbetti ha chiesto e ottenuto in parere anche dalla Prefettura.  Il dibattito. La questione, però, è evidentemente un'altra. Per Ballerini, come risulta anche dal contenuto del ricorso da lui presentato, l'atteggiamento del Comune sia rispetto alle pratiche edilizie sia, successivamente, con l'iter per la pronuncia di incompatibilità, rappresenta un atto ritorsivo nei suoi confronti. Una vendetta per quanto, in veste di sindaco, aveva fatto durante il proprio mandato. Ipotesi, questa, respinta da Barbetti che martedì in aula ha ricordato di aver sollecitato più volte Ballerini a ritirare il ricorso al Tar, cioè il motivo dell'incompatibilità, ritenendo quel ricorso inutile e ricordando la vicenda del barbecue: un manufatto realizzato da Ballerini per il quale è stato richiesto, e a quanto pare non ottenuto, un condono. Motivo per cui le successive pratiche edilizie sono rimaste in sospeso. «Quei condoni sono inammissibili - ha detto Barbetti in aula - e se non li ha presi quando era sindaco è perché non gli spettavano. I suoi ricorsi non hanno senso, non servono per sistemare il barbecue». E' bastato questo per scatenare in aula in acceso dibattito dove non sono mancati colpi bassi e richieste di dimissioni.  Per i consiglieri della lista "Liberi", quella dell'ex sindaco, c'è stata troppa rapidità nell'azione dell'amministrazione contro Ballerini. Il gruppo non crede al disinteresse di Barbetti per le pratiche edilizie dell'ex sindaco. Ma in difesa del primo cittadino scende in campo il suo vice, Andrea Gelsi, che rinfaccia all'opposizione di aver «assunto un tecnico - afferma - al corrispettivo di 7mila euro al mese per guardare solo i progetti di Barbetti».  «Questa è l'attuale vendetta che va avanti quale conseguenza diretta della passata amministrazione per Zaccarì e la palestra - replica Luciano Geri di Liberi - quelli furono atti dovuti. Ora siamo costretti alla scelta nefasta: o fare il consigliere o tutelare gli interessi privati».  Ma Barbetti non ci sta. «Io non mi chiamo Paolo Ballerini - afferma in aula - che ha dimostrato sete di vendetta per danneggiarmi in tutti i modi. Quando ero sindaco e uscirono fuori i suoi abusi io ho cercato di aiutarlo».  Difficile dire se con l'uscita di Ballerini dal consiglio (sempre che l'ex sindaco non decida di fare ricorso contro il provvedimento adottato martedì sera) porterà un po' di pace in municipio. Di sicuro per Corrado Martorella a uscire di scena, dopo quanto accaduto, dovrebbe essere anche Barbetti. «Capoliveri paga venti anni di odio e vendetta. Il tuo compito è finito - afferma rivolgendosi al sindaco - andiamo alle elezioni. Qui continuiamo a dire le stesse cose. Non andiamo mai avanti. Abbiamo un paese chiuso nell'odio e nella vendetta».

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