Il Tirreno

Equivoco su un contrassegno

Per una raccomandata postino rischia l'accusa di truffa

Francesco Rossi

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 RIOTORTO. Singolare vicenda accaduta a un portalettere in servizio a Riotorto. Motivo dell'equivoco una raccomandata con contrassegno. Non sempre il simbolo del contrassegno è evidente sulla busta e il postino l'ha consegnata senza chiedere il corrispettivo. Accortosi dell'accaduto, il postino ha chiamato il destinatario per spiegargli l'accaduto, ma non ha ottenuto comprensione.  Per recuperare il contrassegno, oltre 200 euro, il postino ha telefonato alla figlia del destinatario confidando stavolta che la più giovane età - il padre è ultranovantenne - aiutasse a capire la situazione. La figlia lo ha invitato a passare il giorno successivo. Quando il postino, in divisa e con l'auto di servizio, si è presentato alla casa ha però trovato due carabinieri, che gli hanno chiesto spiegazione di questa sua richiesta di denaro.  Una verifica ha permesso di appurare che tutto era in regola, che il portalettere chiedeva quello che il mittente della raccomandata aveva chiesto al destinatario, cioè il pagamento di circa 200 euro per il ritiro della lettera. A quel punto il postino ha dovuto fugare i sospetti di truffa a suo carico e tutto è stato chiuso con i verbali alla stazione dei carabinieri.  E il contrassegno? La raccomandata è stata restituita e rinviata al mittente. Di scuse nessuna traccia. «Non solo - dice il giovane postino - ho il timore che di questa vicenda si parlerà nel paese e sarà difficile che di parola in parola qualche sospetto non cadrà su di me, mentre invece dovrei essere io a puntare il dito».

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