Il Tirreno

«L'accordo è sempre più urgente»

Una panoramica della Lucchini
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Una panoramica della Lucchini

Bartoletti (Cgil) allarmato sul futuro Lucchini

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  PIOMBINO. Cgil preoccupata sul futuro Lucchini. «Le ultime notizie sulla trattativa con le banche per la ristrutturazione del debito, destano grande incertezza. Un accordo di risanamento finanziario di questa portata è senz'altro complesso, ma è altrettanto vero che i continui rilanci allontano una soluzione che aiuti la piena operatività dello stabilimento».  Per Bartoletti, «questo prendere o lasciare o questo rilancio continuo come se fosse una partita di poker va a ricadere sulla fabbrica e sull'insieme dei lavoratori, compresi i dirigenti ai vari livelli, i quali navigano senza certezza. In fabbrica - aggiunge Bartoletti - si vivono momenti di sbandamento, mentre il mercato dà alcuni segnali di ripresa, a fronte dei quali occorrerebbero linee di indirizzo certe e operatività concrete».  Quanta riserva finanziaria c'è ancora? E per quanto è possibile approvvigionarsi delle materie prime necessarie per produrre e stare sul mercato? A queste due domande il responsabile Cgil di zona ne aggiunge una sulle manutenzioni collegate alla scarsità di liquidità.  «Sono interrogativi - prosegue - che rispetto all'andamento della trattativa con le banche assumono un peso ed una consistenza enorme. La sensazione che si ricava è quella che siamo abbastanza vicini ad un impatto pericoloso per la fabbrica e il territorio, se velocemente non si chiude l'accordo con le banche».  «I tempi sono ormai stretti e forse sarebbe opportuna una parola di chiarezza da parte della proprietà su una vicenda che per chi la gestisce forse rappresenta un punto sulla cartina geografica di un impero, ma per noi che abbiamo sempre considerato il lavoro industriale come uno dei motori dello sviluppo di questo territorio - prosegue il sindacalista - rappresenta invece il reddito, la dignità, il lavoro. Credo - conclude Bartoletti - che a questo punto sia necessario richiedere un nuovo passaggio al Ministero delle Attività produttive, per una verifica in quella sede dello stato dell'arte di questa vicenda che sta, ogni giorno che passa creando sconcerto e preoccupazione».

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