Agricoltura sull'orlo del baratro
Redditi a picco e costi alle stelle: allarme della Cia
2 MINUTI DI LETTURA
VENTURINA. Redditi in picchiata, costi alle stelle. E il caro gasolio è il colpo di grazia. Si preannuncia un 2011 molto difficile per l'agricoltura locale, queste le previsioni dei vertici provinciali della Confederazioni agricoltori (Cia). I costi di produzione per le imprese sono aumentati del 6% nel 2010 rispetto al 2009, dopo che negli anni precedenti, spiegano alla Cia, erano già aumentati in modo considerevole. «Un aumento dei costi di produzione - dicono dall'associazione - che nel solo mese di novembre ha fatto registrare un +3,9% rispetto allo stesso periodo del 2009. Questo a fronte di una diminuzione del reddito degli agricoltori pari al 3,3% rispetto all'anno precedente contro un più 12,3% della media Ue a 27 Paesi; e ad una diminuzione degli ultimi 5 anni del 16,9%, contro una crescita media Ue del 10%». «Tra mezzi di produzione, concimi, mangimi, sementi, antiparassitari, gasolio, oneri contributivi e burocratici, - afferma Cinzia Pagni, presidente della Cia provinciale - siamo in presenza di un peso insostenibile. In dieci anni si è assistito a rincari considerevoli. Per alcuni prodotti i prezzi pagati dall'agricoltore sono praticamente triplicati. Tra questi, soprattutto la voce energia ha inciso in modo grave sulla gestione aziendale. Una situazione allarmante che, sommata ai prezzi non remunerativi sui campi, diventa esplosiva e rischia di trascinare nel baratro centinaia di aziende che non riescono a stare sul mercato». Uno dei problemi più gravi, secondo la Cia, sono i bassi prezzi alla produzione. «Le cause sono molteplici e strutturate - viene spiegato - mancano forme di valorizzazione concreta del prodotto locale che, assieme ad una debolezza organizzativa e associativa del settore, subisce la concorrenza spietata della produzione fuori dal nostro territorio». È necessario - aggiungono alla Cia - individuare strategie politiche e sostegni per rendere remunerative sui mercati le nostre produzioni a partire da quelle di qualità e legate al territorio. «In questa direzione - sottolinea la presidente Pagni - sono già avviati, da alcuni mesi, i tavoli di confronto istituzionali e in particolare con la Regione per mettere a punto strategie concrete».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google