Il Tirreno

Rapinava banche, trovato all'Elba

Bulgaro di 25 anni accusato di diversi colpi

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 PORTO AZZURRO. Aveva rapinato una banca in Umbria, alla fine è stato scoperto ma era già in carcere per altri reati. Una paziente indagine quella dei carabinieri per risalire a un 25enne bulgaro che nel 2008, con un complice aveva compiuto una rapina a mano armata.  Una rapina ai danni dell'Istituto di credito Banca di Spoleto, agenzia di Narni Scalo (Tr). I due erano entrati in banca e, puntando un coltello a serramanico contro un cassiere, si erano fatti consegnare 17.775 euro per poi darsi alla fuga su una Fiat Uno rubata nella stessa mattinata a Terni. Il circuito di video sorveglianza aveva registrato quanto accaduto e permesso ai carabinieri di Amelia di restringere il loro campo d'azione anche se, il travisamento del volto dei due e l'utilizzo di una parrucca, certamente non ha aiutato gli inquirenti ad individuare immediatamente i responsabili. L'intuito però degli uomini dell'Arma e la collaborazione tra più reparti del territorio nazionale, sebbene distanti geograficamente, ha permesso di risalire ad un cittadino italiano, già noto per i suoi precedenti specifici e per il suo passato da tossicodipendente, che, da quel momento, viene particolarmente controllato.  Si nota così la sua frequenza assidua con il cittadino bulgaro, anch'egli già noto alle Forze dell'Ordine per i numerosi precedenti penali nonostante la giovane età. Scattano le perquisizioni e, presso l'abitazione del cittadino bulgaro, salta fuori una serie di banconote da 50 euro l'una per un ammontare di circa 2000 euro in contanti, un cappotto uguale a quello utilizzato durante la rapina ed anche la parrucca notata nel filmato delle telecamere a circuito chiuso della Banca di Narni. Il bulgaro, nel frattempo si trovava già in regime di detenzione carceraria presso la casa di reclusione di Porto Azzurro ove gli è stato notificato l'attuale provvedimento. In questo caso comporterà per lui ulteriori problemi che potranno vederlo recluso ancora per molto tempo, se si considera che i capi di imputazione per i fatti narrati sono la rapina a mano armata, il porto d'armi atti ad offendere, la ricettazione dell'auto rubata ed il furto di un'ulteriore auto utilizzata per darsi alla fuga per una pena complessiva che potrebbe raggiungere i 35 anni di carcere e 15mila euro di multa.

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