Attenzione
Il sindaco interviene sull’estenuante trattativa tra Mordashov e il pool delle banche creditrici
«Lucchini, basta coi balletti»
Giorgio Pasquinucci
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La Lucchini e il sindaco AnselmiAnselmi preoccupato anche per la possibile fuga degli acquirenti
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PIOMBINO. La trattativa tra Mordashov e le banche creditrici sul salvataggio del Gruppo Lucchini va avanti da mesi senza lasciare intravedere un risultato in tempi certi. «Un balletto dell'alta finanza quasi quotidiano» che non piace affatto al sindaco Gianni Anselmi che esprime tutta la sua «preoccupazione e impazienza». «Difficile entrare nelle pieghe di una trattativa complessa e si può persino comprendere la legittimità di certi tatticismi - sostiene il sindaco - ma si deve considerare che dietro l'industria c'è un sistema che attende risposte: la città, i lavoratori, le imprese. Insomma, c'è bisogno di un interlocutore, di un piano industriale e di certezze». Capire i meccanismi del negoziato tra Mordashov e le banche è certo arduo se non si è esperti di finanza, con piani che cambiano continuamente e con notizie che spesso sembrano trapelare ad arte per spostare la bilancia da una parte o dall'altra. Ma il sindaco guarda la vicenda con concretezza. «C'è uno stabilimento complesso che richiede attenzione nella gestione e nelle manutenzioni. Basti considerare che già all'inizio della vicenda abbiamo registrato un leggero, e subito recuperato, sforamento degli Ipa. Uno stabilimento che, se non funziona, può deperire rapidamente. Per questo più distanti sono gli investimenti e un quadro certo di prospettiva industriale più si avvicina il degrado». Un interlocutore certo e non fermo sulla difensiva, ricerca Anselmi, non solo per il futuro industriale ma anche per le scelte amministrative che si avvicinano, come il regolamento urbanistico oramai alle porte e la scadenza, quest'anno, delle concessioni degli impianti marittimi alla Lucchini. «Abbiamo bisogno di sapere in quale rapporto sta il porto con l'industria del futuro». Alla soluzione positiva del negoziato con le banche è poi legata la possibilità che la Lucchini trovi un acquirente, visto che ormai la presenza in Europa non è più ritenuta strategica dalla Severstal di Mordashov. E anche qui il sindaco esprime la sua preoccupazione. «Non vorrei che, col tempo che passa senza arrivare ad una soluzione, anche qualcuno che ha manifestato interesse all'acquisto dello stabilimento si tirasse indietro. Risolvere il problema con le banche senza dare una prospettiva industriale, magari tirando a campare col minimo vitale, sarebbe una soluzione mortifera. Il nostro interesse è avere una fabbrica che si modernizza, non che gioca in difesa, ma che tiene conto delle essigenze di un territorio e delle istituzioni». Si è a lungo parlato dell'interesse della società vicentina della famiglia Beltrame all'acquisto della Lucchini di Piombino. Anselmi ribadisce la sua preferenza per un'industriale, soprattutto se italiano. «Potrebbe essere l'occasione per ridare un ruolo al nostro stabilimento, ma in questa situazione non nascondo il timore che anche questa possibilità d'investimento possa prendere direzioni diverse».
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