Il Tirreno

La politica ora ha il dovere di gestire l'accordo dei lavoratori di Mirafiori

Matteo Tortolini   (consigliere regionale Pd)
La politica ora ha il dovere di gestire l'accordo dei lavoratori di Mirafiori

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Non basta chiedere il cambiamento ai lavoratori. Il mio pensiero va a quei lavoratori che a Mirafiori hanno discusso, si sono divisi e che con convinzione o con sofferenza si sono misurati con una vicenda che, comunque la si pensi, tocca intimamente le loro condizioni di vita e di lavoro. In solitudine e senza un governo hanno svolto sulla loro pelle una funzione nazionale. Ora toccherebbe alle organizzazioni sindacali e alla politica gestire le dinamiche di questo accordo per assicurare la rappresentanza sindacale, riconoscendo e leggendo con intelligenza il pronunciamento dei lavoratori.  È innegabile che il tempo moderno costringe tutti a fare i conti in maniera diversa dal passato con i temi della produttività, della modalità con cui attrarre investimenti stranieri, con inevitabili riflessi sull'organizzazione del lavoro. Mantenere e per certi versi ricostruire un profilo industriale in Italia è tema serissimo che richiede capacità di innovazione da parte di tutti. Non è un caso se, spesso sotto silenzio, le organizzazioni sindacali, unitariamente, hanno concluso accordi aziendali capaci di modificare l'organizzazione del lavoro a fronte di mutate esigenze produttive.  E' pensabile lasciare azienda per azienda il compito, tutto politico, di rendere competitivo e coeso il nostro paese? Una certa politica chiede performance e sacrifici ai lavoratori quando è la prima a girarsi indietro quando tocca fare le riforme. Il 95% delle aziende italiane è di dimensione piccola o piccolissima. Per loro non c'è una politica fiscale, né protezioni politiche. Il pubblico è dentro una ragnatela ipertrofica di aziende, società, enti e non è là dove chi perde il lavoro non ha nessuna protezione. Lo Stato preleva mezzo reddito alle imprese e ai lavoratori, accontentandosi invece di un decimo dei guadagni, legittimi, della finanza. Vogliamo tenere le multinazionali mentre l'energia costa tre volte tanto che negli altri paesi Europei e le bonifiche non si sbloccano. La verità è che siamo un paese organizzato per essere nemico dei giovani, del merito e del bisogno.  I lavoratori di Mirafiori avendo in gioco la propria vita si sono mostrati molto più avanti di tanto ceto politico. Questi lavoratori si sono assunti una responsabilità. Si possono tenere insieme diritti e globalizzazione? Con le riforme e l'innovazione io penso di sì, basta non rimanere prigionieri, a tutti i livelli, di uno schema comodo quanto conservatore.

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