Il Tirreno

Il braccio di ferro

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Snervante battaglia psicologica sul debito di 770 milioni di euro

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 PIOMBINO. Solo qualche giorno fa la trattativa tra Mordashov (nella foto) e il pool delle nove banche creditrici sembrava arrivata alla stretta finale. Sul piatto la ristrutturazione di un debito di 770 milioni di euro. Lazard, l'advisor Severstal, stava organizzando una missione a Mosca, dalla quale già si pensava che i creditori potessero tornare con un accordo in tasca.  A sopresa è invece arrivato il diktat del magnate russo: non state neppure a venire se non avete intenzione di accettare le mie condizioni. Quali? La cancellazione di 150 milioni di debito, la conversione in obbligazioni per altri 200 milioni che le banche potrebbero trasformare nel 35% di azioni. In più la vendita separata della controlata francese Ascometal, a cui i russi attribuiscono un valore di 350 milioni che però sarebbero incassati da Severstal per poi ridurre il debito con le banche.  Condizioni, soprattutto quella della spartizione dei proventi della vendita di Ascometal e i titoli finanziari da accettare, che non sembrano affatto graditi alle banche, in questo momento guidati da una terna tenace: la Bnp Paribas, l'Unicredit e Intesa San Paolo.

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