Sicurezza
Tassare il turismo? Ai sindaci piace
Luca Centini
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Turisti affollano le strade di Campiglia e San Vincenzo Le entrate potrebbero servire a migliorare i servizi ed equilibrare i costi
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PIOMBINO. I Comuni potrebbero incassare un contributo da 50 centesimi a 5 euro per ogni pernottamento nelle strutture ricettive del territorio. La tassa di soggiorno stuzzica i sindaci, alle prese con i tagli imposti dal governo, ma fa infuriare gli albergatori e gli operatori turistici che la considerano un "balzello" dannoso per il turismo. La discussione sulla nuova struttura del federalismo municipale procede in Parlamento e, con un'adesione bipartisan degli amministratori pubblici, la tassa di soggiorno, più precisamente "tassa di scopo", potrebbe diventare presto realtà. La prove generali sono in corso a Roma già dal primo gennaio. Il turista che dorme in un albergo a quattro o cinque stelle della capitale, trova nel conto un contributo aggiuntivo di tre euro a notte, 2 euro in agriturismi e affittacamere, un euro nei campeggi. L'extra-gettito assicurato dalla tassa di scopo fa gola ai Comuni che, come si può vedere nella tabella, conterebbero su un "tesoretto" rilevante da poter reinvestire sul turismo. L'applicazione della tassa sarà decisa dai capoluoghi di provincia, e nel caso dei Comuni più piccoli, direttamente dalla Provincia. Resta da capire quale sarà la parte di gettito che sarà trattenuta dalla Provincia e la fetta che spetterà ai Comuni. Fatto sta che l'ipotesi del contributo sul soggiorno è attesa con interesse dagli enti locali. «La proposta è interessante - spiega Paolo Pacini, assessore provinciale al turismo - a patto che le somme raccolte con l'imposta siano poi finalizzate esclusivamente per migliorare la qualità dei servizi turistici. La tassa porterà un beneficio anche agli operatori. Per essere competitivi servono investimenti, per investire occorrono risorse. L'orientamento sarebbe quello di fissare la tassa al minimo, ovvero a 0,50 euro». La tassa di scopo, quindi, non sarebbe semplicemente uno strumento utile a rimpinguare il bilancio dei Comuni, ma si trasformerebbe, secondo l'intenzione di Pacini, in un investimento per il settore turistico. E i sindaci della nostra zona sono favorevoli alla proposta. «Sono anni che invoco un intervento di questo tipo - commenta il sindaco di Piombino Gianni Anselmi - nel periodo estivo la pressione dei turisti fa lievitare i costi dei servizi a carico dei citttadini. Non credo che un euro a notte sia drammatico da sostenere per gli alberghi». «Si mette una tassa - aggiunge Michele Biagi, sindaco di San Vincenzo - con l'obiettivo di innalzare il livello qualitativo e l'immagine del nostro territorio, non è un modo per riempire le casse comunali». Resta da definire il modo in cui sarà reinvestito il gettito raccolto. I Comuni e la Provincia restano alla finestra in attesa che la proposta del Governo prenda forma. «Ci dobbiamo ancora riflettere - spiega Rossana Soffritti, sindaco di Campiglia - certo è che con i tagli che dobbiamo sopportare una proposta del genere è da tenere in considerazione». «In estate la produzione di rifiuti si triplica, così come si impennano i costi per lo smaltimento a carico dei residenti - spiega il sindaco Giampaolo Pioli - chiedere un contributo ai turisti mi pare giusto. E la tassa di scopo è una soluzione utile». Per il sindaco di Suvereto la proposta non dovrebbe limitarsi solo al pernottamento. «Per i Comuni più piccoli si potrebbero discutere soluzioni diverse - commenta Pioli - in realtà rurali una "tassa sul tappo" sarebbe interessante. Basterebbero cinque centesimi per ogni bottiglia venduta per garantire somme importanti da reinvestire».
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