Sicurezza
LE REAZIONI
Ma per gli operatori è solo un intollerabile balzello
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PIOMBINO. Un balzello che non piace ad albergatori e operatori turistici. La tassa di scopo, gradita agli amministratori pubblici, non ha sortito lo stesso effetto tra i responsabili delle associazioni di categoria. «Non è ammissibile che le città d'arte e turistiche siano liquidate com misure improvvisate come questa - sostiene Marco Montagnani (nella foto) riassumendo la posizione espressa dalla Confesercenti regionale - si tratta di una soluzione fin troppo semplice che contraddice le promesse del governo di ridurre il carico fiscale. Così sono solo le strutture ricettive a dover pagare». Le associazioni vogliono chiarimenti tempestivi sulle finalità e sulle modalità di riutilizzo del gettito raccolto con la tassa di scopo. «Reintrodurre una tassa abolita venti anni fa - ha sostenuto in una nota Paolo Corchia, presidente regionale di Federalberghi-Confcommercio - è un modo di farsi del male». «Non siamo contrari a trovare sistemi nuovi di reperimento di risorse per sostenere l'impegno delle amministrazioni comunali a rendere le città più accoglienti e magari a promuovere le nostre destinazioni turistiche - spiega - ma la proposta di Calderoli non risponde a questi requisiti». Le associazioni di categoria sono contrarie a un provvedimento del governo che finirebbe per penalizzare esclusivamente le strutture ricettive. «Non possiamo accettare che il tributo sia a carico della sola utenza alberghiera - conclude il presidente Federalberghi Paolo Corchia - con riduzione sensibile della competitività del settore alberghiero a favore del ricettivo abusivo, largamente diffuso sul territorio toscano e mai contrastato in modo significativo dagli organi di controllo e vigilanza». L.C.
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