Sicurezza
Due sindaci ed altre trenta persone a giudizio per abusi edilizi
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Sono trentadue le persone rinviate a giudizio per reati che vanno dall'abuso edilizio, all'abuso d'ufficio, al falso e alla concussione nell'ambito dell'inchiesta, condotta dal pm Massimo Manucci e dalla guardia di finanza, relativa alle attività dell'ufficio tecnico del Comune di Capoliveri e in parte legati alle concessioni edilizie rilasciate in base all'articolo 22 ter del regolamento edilizio. Un prevvedimento che consentiva sostituzioni, ristrutturazioni e ampliamenti, in alcuni casi con cambi di destinazione d'uso, di strutture degradate.
Tra gli imputati che dovranno presentarsi alla sbarra il prossimo 4 maggio, come deciso dal giudice per per le indagini preliminari Gianmarco Marinai, ci due sindaci, Ruggero Barbetti e Paolo Ballerini, consiglieri comunali, tecnici e funzionari dell'amministrazione, progettisti e privati cittadini proprietari di alcuni degli immobili. L'inchiesta ha preso il via nel 2005. Da un lato ci sono le norme del regolamento edilizio in base al quale furono autorizzati - secondo l'accusa - cambi di destinazione d'uso e ampliamenti degli immobili, anche in zone sottoposte a vincolo ambientale o addirittura in area Parco.
Interventi che l'accusa ritiene illegittimi e per i quali i tecnici comunali coinvolti dovranno rispondere non solo di violazioni del Testo unico dell'edilizia ma anche di abuso d'ufficio per aver provocato un ingiusto vantaggio economico sia ai proprietari degli immobili sia ai progettisti e ai direttori dei lavori.
Tra gli imputati che dovranno presentarsi alla sbarra il prossimo 4 maggio, come deciso dal giudice per per le indagini preliminari Gianmarco Marinai, ci due sindaci, Ruggero Barbetti e Paolo Ballerini, consiglieri comunali, tecnici e funzionari dell'amministrazione, progettisti e privati cittadini proprietari di alcuni degli immobili. L'inchiesta ha preso il via nel 2005. Da un lato ci sono le norme del regolamento edilizio in base al quale furono autorizzati - secondo l'accusa - cambi di destinazione d'uso e ampliamenti degli immobili, anche in zone sottoposte a vincolo ambientale o addirittura in area Parco.
Interventi che l'accusa ritiene illegittimi e per i quali i tecnici comunali coinvolti dovranno rispondere non solo di violazioni del Testo unico dell'edilizia ma anche di abuso d'ufficio per aver provocato un ingiusto vantaggio economico sia ai proprietari degli immobili sia ai progettisti e ai direttori dei lavori.
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