Il Tirreno

Tra i fatti contestati la trasformazione di magazzini e baracche in abitazioni anche in zona protetta

Abusi edilizi, in trentadue a giudizio

Valentina Landucci
Il municipio di Capoliveri
◗
Il municipio di Capoliveri

Sotto accusa due sindaci, consiglieri, tecnici comunali e professionisti

3 MINUTI DI LETTURA





 CAPOLIVERI. Sono trentadue le persone rinviate a giudizio per reati che vanno dall'abuso edilizio, all'abuso d'ufficio, al falso e alla concussione nell'ambito dell'inchiesta, condotta dal pm Massimo Manucci e dalla Guardia di finanza, relativa alle attività dell'ufficio tecnico del Comune di Capoliveri e in parte legati alle concessioni edilizie rilasciate in realzione all'articolo 22 ter del regolamento edilizio. Un prevvedimento che consentiva sostituzioni, ristrutturazioni e ampliamenti, in alcuni casi con cambi di destinazione d'uso, di strutture degradate  Tra gli imputati che dovranno presentarsi alla sbarra il prossimo 4 maggio, come deciso dal giudice per per le indagini preliminari Gianmarco Marinai, ci sono sindaci e consiglieri comunali, tecnici e funzionari dell'amministrazione, progettisti e privati cittadini proprietari di alcuni degli immobili finiti nell'inchiesta. Per alcuni dei reati ipotizzati da Mannucci il gip ha disposto il proscioglimento per sopraggiunta prescrizione. Resta in piedi, comunque, l'impianto centrale dell'accusa.  L'inchiesta ha preso il via nel 2005. Da un lato, come detto, ci sono le norme del regolamento edilizio, in particolare l'articolo 22ter, in base al quale furono autorizzati - secondo l'accusa - cambi di destinazione d'uso e ampliamenti degli immobili, anche in zone sottoposte a vincolo ambientale o addirittura in area Parco. Interventi che l'accusa ritiene illegittimi e per i quali i tecnici comunali coinvolti dovranno rispondere non solo di violazioni del Testo unico dell'edilizia ma anche di abuso d'ufficio per aver provocato un ingiusto vantaggio economico sia ai proprietari degli immobili sia ai progettisti e ai direttori dei lavori. Rientrano in questa fattispecie - sempre secondo l'accusa - interventi edilizi su baracche, magazzini a uso agricolo e ruderi in zone vincolate, ristrutturati, ampliati e divenuti civili abitazioni anche se originariamente non lo erano. Almeno cinque i casi citati dall'accusa. Per l'adozione e la successiva modifica (con due ditinte delibere del maggio 2002 e dell'ottobre 2004) dell'articolo 22 ter sono finiti sotto accusa alcuni consiglieri comunali e i sindaci dell'epoca Ruggero Barbetti e Paolo Ballerini. L'accusa in questo caso è di abuso d'ufficio.  Stessa imputazione, alla quale si aggiungono falso materiale e ideologico, concussione e in alcuni casi omessa denuncia di reato e soppressione o distruzione di atti ufficiali, per tecnici e funzionari comunali ma anche professionisti esterni coinvolti in una serie di attività finite sotto la lente di ingrandimento della Guardia di finanza e in buona parte collegate alle pratiche dell'ufficio tecnico comunale.  Il reato più grave, quello di concussione, è stato contestato a Federico Brugioni, all'epoca responsabile dell'edilizia privata al Comune e Fausto Guglielmi (ex vigile urbano poi passato all'ufficio edilizia privata). L'accusa è quella di aver fatto una serie di pressioni per ottenere il cambiamento di uno studio tecnico che curava i condoni edilizi. Stesso reato anche per l'allora vicesindaco Carlo Cardelli che avrebbe abusato della sua carica per indurre la titolare di una concessione a far da prestanome in modo da far ottenere vantaggi ai clienti della sua agenzia immobiliare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa