La manifestazione
Maxi risarcimento per i lavori sospesi
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I lavori di messa in sicurezza dei fossi nel territorio del Comune di Campo Il Comune dovrà pagare quasi 400mila euro alla ditta
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CAMPO NELL'ELBA. Un risarcimento danni che sfiora i 400mila euro. E' quanto il Comune di Campo nell'Elba dovrà pagare alla ditta Bioingegneria e Edilizia ambientale di Castelnuovo Garfagnana per i ritardi (e le conseguenti maggiori spese) sul cantiere per la messa in sicurezza dei fossi Pila e Galea. Lavori cominciati nel 2006 ma di fatto non ancora ultimati per problemi tecnici e, soprattutto, burocratici. Una brutta eredità lasciata all'amministrazione in carica dalla precedente giunta campese e oggi in via di risoluzione con una transazione, suggerita anche dai legali incaricati dal Comune, che riduce di oltre il 40% la cifra da pagare. La giunta di Vanno Segnini ha dato il via libera ad un accordo di transazione in base al quale il Comune, a fronte di una richiesta di risarcimento danni di 695mila euro, avanzata dalla ditta in quattro distinte riserve, pagherà entro il 2011 397mila euro poiché l'amministrazione ha valutato «l'ammissibilità - si legge negli atti - e la non manifesta infondatezza delle riserve». «La situazione è complessa - spiega Segnini - il cantiere per i lavori fu aperto nel 2006, ma in via parziale perché non tutti gli espropri prestabiliti furono eseguiti, come del resto nei tre anni successivi. A ciò si aggiungano le varie sospensioni chieste dal direttore dei lavori e avallate forse a torto dal Comune per non interferire con le attività turistiche, senza dubbio degne di tutela, ma nelle forme e nelle modalità più opportune che potevano essere studiate per non esporre tutto l'iter procedurale a un ritardo che si è fatto via via di anni. Infine le richieste, pur sempre legittime, del comitato di cittadini che si costituì e fece sì che si arrivasse a una variante al progetto originario. Situazioni che hanno esposto il Comune a una richiesta di risarcimento danni inevitabile, i cui effetti abbiamo tentato di limitare rivolgendoci ai nostri legali che ci hanno consigliato di percorrere la via dell'accordo bonario». Il conto che resta da pagare, nonostante la mediazione e la notevole riduzione della cifra inizialmente richiesta dalla ditta, è indubbiamente salato. E non è escluso che l'amministrazione oggi alla guida di Campo decida di andare alla ricerca dei responsabili di quello che si configura come un danno economico per le casse pubbliche, o quanto meno cerchi risorse da altri enti allo scopo di limitare il più possibile ripercussioni nei confronti dei cittadini. Del resto sono loro la vera vittima di questa situazione e, a conti fatti, sono stati beffati due volte. Da un lato perché ora risorse pubbliche che potevano essere destinate ad altri interventi dovranno andare a risarcire la ditta danneggiata, stando alle riserve presentate, da decisioni avvallate dalla pubblica amministrazione. Dall'altro perché i lavori di messa in sicurezza non sono stati completati nei tempi e nei modi previsti ed anzi, in alcuni casi, devono sempre cominciare.
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