Il Tirreno

Mancano circa 3 milioni nelle casse di Asa. Ato: «Da recuperare i crediti di un triennio»

Acqua, è arrivata la stangata

Rino Bucci
A destra il presidente uscente di Ato 5 Paolo Pacini
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A destra il presidente uscente di Ato 5 Paolo Pacini

Aumenti dell'8 per cento: ecco come cambieranno le bollette

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 PIOMBINO. Stangata in arrivo sulla bolletta dell'acqua. L'Ato 5, l'autorità d'ambito che calcola le tariffe e appalta il servizio all'Asa ha deliberato a fine dicembre il piano tariffario per il 2011. E, a ben guardare, le prossime fatture toglieranno il sorriso a molti.  Il rincaro. Questo perché l'assemblea di Ato 5 ha spinto sull'acceleratore approvando l'aumento massimo previsto dalla legge e cioè il 5 per cento in più rispetto al 2010.  A questo però va aggiunto anche un altro 1,5 per cento di tasso d'inflazione programmata. Non è tutto: l'assemblea ha anche deliberato un aumento dello 0,5 per cento sulla tariffa della fognatura e dell'1,5 per cento su quella di depurazione.  Mancano soldi. Alla base della stangata, il mancato recupero crediti relativi al triennio 2008-2010 da parte di Asa. «L'aumento massimo - spiega il direttore di Ato, Luca Barsotti - è una conseguenza della necessità ravvisata dall'assemblea di dovere procedere da subito, con modalità ancora da definire per gli anni futuri, al recupero di un consistente difetto di ricavi che si è verificato per il triennio 2008-2010, sia a causa di minor volume erogato, fenomeno comune a tutti i gestori, che per un valore causato dalla tariffa di quegli anni, inferiore a quello della curva approvata».  Insomma, l'aumento in bolletta servirà a far rientrare Asa dai mancati introiti stimati per il 2008-2010. Si parla di circa tre milioni di euro in meno nelle casse del gestore rispetto alle previsioni.  Alcuni esempi. Ma quale sarà il peso del provvedimento sulle tasche dei contribuenti? Se una famiglia composta da un nucleo di tre persone fino al 2010 spendeva 197 euro (in fascia base) per 100 metri cubi d'acqua l'anno, per il 2011 dovrà sborsare 14 euro in più.  Più pesanti le uscite di chi si trova nella fascia di prima eccedenza (consumi compresi tra una volta e una volta e mezzo il limite della tariffa base). Se nel 2010 con 160 metri cubi l'anno si spendevano 434 euro, da oggi lo stesso volume d'acqua costerà 463 euro. Resta la fascia agevolata per le famiglie con indicatore Isee fino a 7.500 euro.  Depurazione e fognatura. Aumenteranno anche queste due voci. La prima dell'1,5 per cento e la seconda dello 0,5 per cento. Questo a seguito della sentenza della Corte costituzionale che ha annullato quella parte della legge Galli che consentiva di far pagare la depurazione anche a chi, pur allacciato, non aveva un trattamento depurativo dei reflui. «Quindi, venendo meno la base impositiva - spiega il direttore di Ato - a parità di costi supportati, è stato necessario riequilibrare il flusso dei ricavi della componente depurativa». Un paradosso, se si pensa che subiamo tutti un aumento perché non si tassa più chi neanche beneficia del servizio di depurazione e fognatura.  Altre novità. Con l'ultima delibera, l'Ato ha anche scelto la strada della quota fissa differenziata per gli usi non domestici e l'eliminazione dello scaglione agevolato per gli usi domestici non residenti, provvedimento adottato anche in altri Ato.  «Si tratta di misure volte a contrastare il "difetto di articolazione" - conclude Barsotti - cioè l'incapacità rivelata della tariffa media di produrre nel tempo ciò che avevamo preventivato».  Il futuro. Ancora in fase di definizione il futuro dell'Ato 5. In un periodo di austerity e con 320 milioni in meno, il governatore della Regione, Enrico Rossi entro il 2011 è intenzionato a percorrere la strada dell'accorpamento; tutte le autorità d'ambito verrebbero raggruppate in un unico grande ente, proprio come sta accadendo con i trasporti.

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