Il Tirreno

L’ex presidente Antonini aveva criticato la politica dei prezzi della società di Onorato

Moby cara? E' diffamazione

Valentina Landucci
Un traghetto della compagnia Moby in porto a Portoferraio
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Un traghetto della compagnia Moby in porto a Portoferraio

Albergatori condannati a risarcire la compagnia

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 PORTOFERRAIO. L'associazione albergatori dovrà pagare un conto da 25mila euro per aver dichiarato alla stampa che i traghetti Moby sono cari. Diffamazione, come sentenziato dal tribunale di Milano, per affermazioni «gratuitamente offensive» e «denigratorie», si legge nella sentenza di condanna dell'allora presidente dell'associazione, Mauro Antonini.  I fatti risalgono al gennaio 2008. Il botta e risposta sui giornali legato alla decisione di Moby di trasferire i propri uffici amministrativi dall'Elba a Genova e a Milano, sfocia in accuse reciproche tra l'amministratore delegato della compagnia, l'avvocato Luigi Parente, e il presidente degli albergatori, Mauro Antonini al quale scappa detto che «un'ora di traghetto cosa più di un soggiorno di 24 ore in albergo con servizio di colazione, pranzo e cena». Affermazione denigratoria, secondo il giudice, e accusa «che, in sé - si legge nella sentenza - appare assai grave per chi esercita un servizio di trasporto pubblico». Del resto nessuna prova in proposito viene portata in giudizio dall'associazione colpevole, nella persona di Antonini, anche di aver dato dell'arrogante alla direzione della società. Un termine «gratuitamente offensivo» per il giudice che condanna gli albergatori e non procede nei confronti di Moby per le frasi pronunciate da Parente e ritenute lesive dall'associazione, definita «struttura non lungimirante di potere economico non avversata da quello politico» e ancora «primo reale freno allo sviluppo dell'isola».  La sentenza non ha certo fatto felici gli albergatori secondo i quali il giudice non avrebbe valutato la composizione complessiva del costo del biglietto Moby. «Ci rammarica - spiega l'attuale presidente, Massimo De Ferrari - il fatto che saranno sottratti 25mila euro agli investimenti straordinari che l'associazione aveva destinato, con grande sforzo in questi momenti difficili, per la campagna promozionale 2011. Non credo che Moby abbia necessità di questa cifra per consolidare i propri bilanci ed è certamente un'azione poco lungimirante perché riduce gli investimenti per l'Elba. Tra l'altro non ci risulta, ormai da anni, un supporto diretto di questa compagnia a favore delle campagne promozionali proposte dall'Apt e dagli enti locali». De Ferrari annuncia che proprio gli albergatori si stanno facendo promotori di una campagna di promozione, anche per far fronte alle difficoltà degli enti pubblici. Un'azione collegiale, auspica il presidente, alla quale potranno aderire enti e categorie. «Non posso non ripetere - conclude - che in tutti questi anni la Moby non ha mai partecipato collegialmente per sostenere iniziative simili pur essendo una società che direttamente è interessata alle sorti del nostro turismo».

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