Il Tirreno

Violetta nella Villa del Barone

Francesca Lenzi
Tre comparse sul set del film “Violetta” ispirato alla Traviata le cui riprese sono in corso nel centro storico di Piombino
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Tre comparse sul set del film “Violetta” ispirato alla Traviata le cui riprese sono in corso nel centro storico di Piombino

Si gira a Piombino una fiction Rai sulla storia della Traviata

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PIOMBINO. "Libiamo nei lieti calici", a Piombino come a Parigi: la Traviata, dramma d'amore scritto da Dumas figlio e poi reso celebre da Verdi si consuma in riva al Tirreno. Sono cominciate ieri le riprese di "Violetta", lo sceneggiato prodotto dalla Magnolia di Giorgio Gori. Due puntate per la Rai dirette da Antonio Frazzi. Ieri si è girato nel centro storico, nei prossimi 5 giorni alla Villa del Barone.

Molti i piombinesi che si sono raccolti attorno al set, chi solo per dare un'occhiata, chi per non perdere nemmeno un attimo della scena. Scena che non coinvolto la parte di Violetta Valery, interpretata da Vittoria Puccini, già in vestiti d'epoca in "Elisa di Rivombrosa". L'attrice fiorentina reciterà nelle riprese alla Villa del Barone, ma per i più fortunati è stato possibile incocciarla per qualche attimo anche ieri, con una Vittoria a passeggio per le vie del centro piombinese in abiti moderni.

Protagonisti della sequenza registrata nelle piccole strade intorno al porticciolo di Marina sono stati invece Rodrigo Guirao Diaz, nella parte di Alfredo, e l'attore teatrale Massimo De Francovich, nel ruolo di Giorgio Germont, padre del giovane. Aria distinta, mantello nero, cilindro dello stesso colore, barba bianca e occhiali tondi, De Francovich è stato un po' trascurato dal pubblico. Tante le ragazzine, e non solo, entusiaste invece del fascino di Diaz, noto per aver recitato nella telenovela argentina "Il mondo di Patty", e nel recente "Terra ribelle", teleromanzo ambientato nella Maremma toscana nel XIX secolo.

Tra uno scatto sospirato al bel divo e i rimproveri della produzione a flash e vicinanza eccessiva al set, la lunga serata cinematografica ha coinvolto scorci suggestivi e sguardi curiosi. Nel dettaglio la sequenza girata ieri prevedeva il passaggio in notturna di una carrozza lungo il porticciolo di Marina. La prima scena parte con l'immagine chiassosa di due prostitute, avvolte in vesti ondeggianti rosa e grigio asparago, abbracciate al proprio magnaccia.

Il colorato trio, composto da comparse locali, incrocia a un certo punto il personaggio di Alfredo che, camminando, viene fermato dalla carrozza occupata dal padre. Genitore e figlio arrivano così sulla piazza di fronte al mare, dove hanno un intenso dialogo. Belle le sequenze girate con la steady-cam, che danno l'idea di uno scenario nel quale il pubblico si sente trascinato. Per non parlare della carrozza, uno stupendo landò smeraldo scuro e nero, con interni di velluto verde chiaro, tirato da due favolosi cavalli bruni.

Al calare del sole, nelle ore più buie, Piombino si è trasformato in centro ottocentesco, facendo da sfondo a destrieri, cocchi, cilindri e mantelli, per una città sempre più abituata ad essere contesto cinematografico; per ultimo, a novembre, Giovanni Veronesi vi ha girato una sequenza di "Manuale d'amore 3". Il tutto davanti ai suoi abitanti, ora appassionati spettatori "Uh, bella la carrozza!", ora preoccupati cittadini "Oh, ma mi faranno passare? C'ho da andare in casa io".

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