Sicurezza
LO DICO AL TIRRENO
«Baratti: sito archeologico o discarica?»
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Lo scavo a San Cerbone 2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Cresce la preoccupazione per lo stato d'abbandono degli scavi archeologici di Baratti. «Più che un sito archeologico, una discarica a cielo aperto» scrive Dario Ricci rivolgendosi al giornale per riportare all'attenzione di tutti la disastrosa situazione. «Ho fatto una passeggiata a San Cerbone e volevo soffermarmi a guardare gli scavi archeologici della chiesina e della fonte - spiega - L'area è tutta piena di rifiuti plastici, tessili e ferrosi, più molta acqua putrescente in ristagno, con le solite bottiglie di plastica galleggianti. Le voragini, perché di questo si tratta, sono delimitate in modo del tutto precario e completamente insufficiente a garantire la sicurezza del cittadino, vista l'assenza totale di luci o lampeggiatori di cantiere». «La viabilità - sottolinea Ricci - è interrotta da un grosso cumulo di terra che ostruisce il passaggio pedonale. Anche una passeggiata via mare, già resa quasi impossibile dall'erosione, deve essere sospesa non appena si arriva nei pressi di questa vergogna archeologica. Mi meraviglio della Soprintendenza e della Società Parchi». «Stessa cosa per l'area archeologica di Riotorto, l'unica cosa che sanno fare è riempire gli scavi con quegli orridi teloni grigi e lasciarli così per anni». «Sicuramente gli enti responsabili di tanta trascuratezza si difenderanno dando la colpa ai tagli governativi, ma è troppo facile. Se non hanno fondi sufficienti per completare le opere, non le devono nemmeno cominciare». «Credo vada rivista la faccenda di compiere scavi subito a ridosso del litorale già molto compromesso dall'erosione, a me sembra che questi scavi aggravino la già precaria situazione - aggiunge Ricci - Inoltre tutti quei sacchi di sabbia in materiale plastico che i "tecnici" fanno mettere tipo trincea per contrastare l'erosione, con il tempo si deteriorano, non contrastano niente e creano solo degrado e altra spazzatura. Anche la chiesina è stata tutta scavata al suo interno ed esterno, ovviamente è stato lasciato tutto così al degrado e all'incuria più totale, anche qui ci sono delle buche così enormi che oltre a creare altra instabilità alle strutture murarie, creano problemi all'apparato radicale dei pini; una prossima libecciata potrebbe far cadere quelle meravigliose piante con danni ovvi alla struttura muraria della chiesa e un altro duro colpo al fragile ecosistema del posto» conclude Ricci.
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