Finanza
I russi offrono al pool dei creditori anche la nomina di un supermanager di loro fiducia con poteri di veto
Lucchini, banche a Mosca per trattare
Giorgio Pasquinucci
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L’acciaieria della Lucchini-SeverstalMordashov disposto a dare in pegno l'Ascometal per rinegoziare il debito
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PIOMBINO. La trattativa per la ristrutturazione del debito di 770 milioni del Gruppo Lucchini sembra giunta alla stretta finale. Secondo notizie riportate dal Messaggero, confermate in ambienti vicini all'azienda, Lazard, l'advisor dei russi, sta organizzando una missione a Mosca dei rappresentanti delle principali banche creditrici. Alexey Mordashov ha preparato infatti un nuovo piano con due novità sostanziali rispetto a quello in discussione a dicembre: l'offerta in garanzia alle banche del capitale di Ascometal, la controllata francese del Gruppo, dalla cui cessione secondo i russi si protrebbero ricavare 350 milioni, e la nomina di un supermanager (chief restructuring officer) di fiducia delle banche creditrici, con poteri di veto sugli investimenti. Il resto dell'impianto della proposta dei russi non è molto diverso da quello che finora ha suscitato le maggiori perplessità delle banche. I soci della Lucchini (Mordashov e Severstal) sono disponibili a ricapitalizzare l'azienda con 50 milioni di denaro fresco e 100 milioni con un prestito che gli stessi soci farebbero con le identiche caratteristiche di rimborso delle banche. Anche qui una differenza, non di poco conto, con la proposta iniziale che prevedeva un prestito "supersenior" con priorità di rimborso rispetto a quelli degli istititi di credito. In cambio le banche dovrebbero accettare la cancellazione di 150 milioni di crediti e la conversione di 200 milioni in strumenti finanziari convertibili (obbligazioni) in un partecipazione al 35% del capitale dopo alcuni anni. Un altro piccolo passo avanti di Mordashov che dimostra l'intenzione di stringere la trattativa. Nella porposta precedente la banche avrebbero dovuto infatti impegnarsi ad accettare la conversione in azioni del Gruppo nel momento in cui i russi lo avessero richiesto. Secondo le notizie riferite da Messaggero, la residua parte delle esposizioni bancarie dovrebbe essere rimodulata in sette anni, mentre le banche dovrebbero riaprire contentualmente all'accordo una linea di credito commerciale per 160 milioni. E' evidente che l'asso principale che sta giocando Mordashov è l'offerta in pegno di Ascometal, un'azienda che non ha bisogno di essere scoporata dal resto del Gruppo in quanto autonomamente registrata secondo le regole del diritto francese. La sua vendità separata non presenterebbe dunque alcun problema. E non può sfuggire che il valore che i russi hanno attribuito alle fabbriche francesi, 350 milioni, coincide esattamente con la parte del credito che le banche dovrebbero cancellare più le obbligazioni convertibili nella partecipazione azionaria. Al di là della tecnica finanziaria, sembra che la volontà di arrivare a un'accordo ci sia da entrambe le parti. Il maggior scetticismo tra le banche, almeno secondo quanto viene lasciato intuire, sarebbe allo sulla riapertura del credito e sulla spartizione del ricavato della vendita di Ascometal proposto dai russi.
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