Il Tirreno

É stato respinto il ricorso della cooperativa edilizia Progetto

Il Tar dà ragione al sindaco Peria Disco verde per cento alloggi Peep

Baldo Puccini
Alcune case popolari di Portoferraio
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Alcune case popolari di Portoferraio

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PORTOFERRAIO. Via libera per la realizzazione di aree Peep a Portoferraio. Il Tar ha respinto il ricorso presentato dalla Società cooperativa edilizia, un ricorso affidato all'avvocato Luca Bongiovanni e che aveva stoppato l'assegnazione delle aree destinate alla costruzione di 115 appartamenti di edilizia economica e popolare. In pratica nove lotti di terreno tra Consumella, Sghinghetta e Val di Denari su una superficie totale - concentrata nelle zone periferiche della città - di circa 10mila metri quadrati.  Quindici gli appartamenti (su mille e 100metri quadrati) previsti a Consumella, 60 alla Sghinghetta (suddivisi in 5 lotti da 12 appartamenti ciascuno per un totale di 4mila 800 metri quadrati), 10 a Val di Denari (quelli di Casalp su una superficie di 600metri quadrati), 12 a Brunello (su 900 metri quadrati) e 18 a Carpani (su mille e 500 metri quadrati).  Un ricorso, quello della Società coopertiva edilizia, contro il comune di Portoferraio e nei confronti di 5 cooperative che rischiava di mettere in discussione l' iter avviato dal Comune per l'assegnazione delle aree.  Un ricorso contro il quale l'amministrazione comunale aveva affidato il compito di difesa all'avvocato Paolo Carrozza di Pisa. Se il Tar avesse dato ragione alla società c'era il rischio di mandare a monte l'intera operazione. Il motivo del contendere riguardava l'impossibilità, per l'Arcipelago servizi, di poter usufruire delle tre aree per le quali aveva fatto domanda ottenendo il maggior punteggio da parte della commissione che aveva esaminato le domande.  In linea di massima il bando pubblicato dal Comune non escludeva assegnazioni plurime dei lotti per il peep, ma al contempo prevedeva che le cooperative vincitrici potesseroi vantare un numero di soci sufficiente per il totale degli appartamenti peep previsti in ciascuna delle aree.  Cosa che non si sarebbe verificata secondo il ricorso per l'Arcipelago servizi al quale il Comune aveva chiesto di scegliere tra uno dei tre lotti dove è risultata vincente rispetto al bando pubblico. Il Tar ha repinto la domanda cautelare, ha condannato il ricorrente alle spese processuali nella misura (in fase cautelare) di 500 euro alle quali dovranno aggiungersi le sole somme di Iva e Cpa a favore del Comune.

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