Italia
La Magona respira, ma col fiato corto
Giorgio Pasquinucci
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Il reparto zincatura della Magona Maurange conferma il ruolo dell'azienda, ma la crisi resta
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PIOMBINO. Conferma del ruolo strategico di Magona, ma anche dei problemi che si presentano in un mercato instabile e sempre più agguerrito. Nella sua intensa giornata piombinese, ieri il presidente dell'area Sud di Arcelor Mittal, Jean-Luc Maurange, ha ricomposto il quadro di una situazione complessa incontrando prima del management dello stabilimento, subito dopo i sindacati e, nel pomeriggio, l'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini, il presidente della Provincia Giorgio Kutufà e il sindaco Gianni Anselmi. Il bilancio della Magona nel 2010 è andato meglio dell'anno precedente, ma i conti sono ancora in rosso. Ciononostante l'assessore Simoncini si è dichiarato soddisfatto sia della disponibilità al confronto, sia della conferma del ruolo che lo stabilimento di Piombino continuerà ad avere in futuro, in vista di una possibile espansione del mercato nei Paesi del Mediterraneo (Egitto, Tunisia e Marocco). Maurange ha anche confermato la volontà di investire in manutenzioni, sicurezza e nuovi prodotti. Anche se per quelli fondamentali, come l'allargamento del tandem e la combi-line, si dovrà ancora aspettare. Maggiori perplessità al termine delle riunione con i sindacati. «L'incontro con Maurange - sostiene Claudio Valacchi della Fiom - non ha portato grandi novità. Ancora non riusciamo a vedere l'uscita dalla crisi. I contratti per la fornitura di materie prime fatti a dicembre ci consentiranno di non avere problemi per il primo trimestre, ma non si riesce a fare previsioni per periodi più lunghi. A tuttora non sappiamo quale sarà la situazione dopo giugno». Anche per Claudio Bartolomei della Uil «non c'è assoluta certezza di lavorare quest'anno 500mila tonnellate di coils grezzi. A Gennaio sono arrivare 10mila tonnellate, a febbraio ne arrriveranno altre 10, Ma non c'è garanzia di continuità». «Ormai si va avanti mese per mese - sostiene anche Muarizio Cantagalli della Fim - Le aziende cercano di mantenersi al meglio sul mercato, non fanno stock. C'è carenza di materie prime e il mercato è a rialzo. Magona ha acquistato coils sul mercato libero, ma sono bastate le alluvioni in Australia per far riemergere difficoltà sui prezzi». Pur in questa situazione i sindacati hanno chiesto l'assunzione degli interinali e il passaggio in organico dei quelli a tempo determinato. Il presidente Maurange ha dato atto dei passi in avanti fatti da Magona per la diminuzione di costi, invitando tutti a proseguire su questa strada, ma sugli organici risposte non sono venute. Importante invece la conferama che l'azienda italiana potrà muoversi liberamente sul mercato anche nei prossimi mesi alla ricerca di prezzi più vantaggiosi. Tra le notizia negative, invece, quelle che le due dirette concorrenti di Magona, Marcegaglia e Arvedi, metteranno quest'anno in marcia due nuove linee di zincatura. Un mercato interno che si restringe, dunque, e che contribuisce a complicare la situazione.
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