Il Tirreno

PROTESTA CONTRO I TAGLI

E oggi bus fermi quattro ore per sciopero

L.C.

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 PIOMBINO. Sciopero Tiemme. Oggi i dipendenti dell'azienda, iscritti a Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal Ugl, incroceranno le braccia dalle 17 alle 21 (personale viaggiante). I servizi alla clientela (ufficio relazioni con il pubblico e uffici aziendali) potrebbero essere interrotti dalle 11,30 alle 13,30.  Le ragioni della protesta sono state spiegate ieri dai responsabili dei sindacati, in una conferenza stampa che si è tenuta nella sede della Cgil. Presenti Dario Pierfederici (Fit Cisl), Mario Gottini (Filt Cgil), Roberto Busdraghi (Uiltrasporti), Davide Danesi delle Rls Fit Cisl, oltre a Giuseppe Bartoletti, segretario di zona Cgil.  Sono due le cause alla base dello sciopero. In primo luogo il personale Tiemme protesta contro la politica dei tagli imposti con la manovra finanziaria che, a cascata, si è abbattuta sul trasporto pubblico locale della Regione e, di conseguenza, sulle province. «In Toscana - spiegano i sindacati - i tagli (-12%) hanno inciso in modo più marcato rispetto ad altre regioni (-2%). E a Livorno il ridimensionamento è grave, tocca la soglia del -22%. Mentre in altre zone sono state reperite risorse, in Toscana il trasporto è stato sacrificato, tagliando servizi, personale e aumentando i biglietti».  I sindacati protestano quindi contro la politica dei tagli ma, al tempo stesso, contro Tiemme, con la quale resta lontano l'accordo per l'armonizzazione contrattuale. «In 14 mesi non siamo arrivati all'accordo, Tiemme ha disatteso le promesse fatte - spiegano i responsabili sindacali - non ci sono garanzie per i non idonei e si prevede un doppio regime contrattuale tra nuovi e vecchi assunti». Il rapporto difficile tra sindacati e azienda, in seguito alla riorganizzazione della rete dei servizi, si è complicato ulteriormente.  «La Provincia ha inviato l'obbligo di proroga alla fine del mese di dicembre, non c'è stato il tempo per pianificare i nuovi orari e la turnistica - spiegano i sindacati - sono stati proposti turni indecenti, senza logica aziendale. Sono aumentati i fuori servizio, si costringe il personale a sostare fuori sede per ore. Serve una svolta convinta dell'azienda e un rapporto diverso con i sindacati».

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