Il Tirreno

Boro e arsenico, la colpa è della Val di Cornia

Il direttore di Asa, Michele Caturegli
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Il direttore di Asa, Michele Caturegli

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PORTOFERRAIO. Valori medi di arsenico nell'acqua al di sotto nei limiti di legge e pari a 6,7 microgrammi per litro. In alcune zone dell'isola si registrano picchi più elevati - anche se comunque non superiori a quelli autorizzati con deroga ministeriale - ma in generale «l'isola potrebbe non avere alcun bisogno - spiega il direttore di Asa, Michele Catiregli - di deroghe per l'arsenico».

Più complicata, invece, la situazione del boro che mediamente è al di sotto dei 2 milligrammi per litro (la legge ne autorizza solo uno per l'acqua del rubinetto, ma il livello può arrivare a 5 nelle acque minerali) e quindi richiede la messa in opera di interventi di abbattimento dei quantitativi per evitare che l'acqua elbana diventi, con lo stop al rilascio delle deroghe deciso dall'Unione europea, non più potabile.  I vertici dei Asa, ieri a Portoferraio, hanno illustrato cosa fare per risolvere il problema. Interventi tutti concentrati in Val di Cornia dato che i problemi con boro e arsenico arrivano dal continente attraverso la condotta sottomarina. Sistemi di filtraggio, aumento del quantitativo di acqua immessa nella rete, dissalatori.  Il problema si potrebbe risolvere alla radice assicurando all'Elba un approvvigionamento tutto locale. Prospettiva evidentemente lontana dato che Asa sta valutando la possibilità di realizzare una nuova condotta sottomarina approfittando dei contemporanei lavori della società Galsi sull'gasdotto che congiungerà la Sardegna a Piombino.

L'ipotesi sarebbe quella di abbattere i costi dell'opera usufruendo della nave che posizionerà la condotta del gas e riutilizzando, come punto di partenza dell'acquedotto a Piombino, la condotta che la società costruttrice del gasdotto dovrà predisporre allo scopo di testare il nuovo impianto. Investendo altri sette milioni di euro per completare la condotta e agganciarla al sistema di distribuzione elbano Asa potrebbe realizzare il proprio obiettivo, necessario in relazione all'anzianità dell'impianto che oggi porta l'acqua potabile (140 litri al secondo durante l'estate) sull'isola e che, se non sostituito, rischia la rottura.

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