Gioco
Investimenti milionari per riparazioni e sostituzioni di condotte, sei pozzi e due invasi
Asa a caccia di acqua, ma ogni anno se ne perdono tre milioni di metri cubi
Valentina Landucci
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I sindaci e gli amministratori elbani allincontro con Asa, sopra il presidente Fabio Del Nista 4 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Oltre un milione e 400mila euro per intervenire su riparazioni e sostituzioni di tratti di tubature. Altri tre milioni e 600mila per invasi, nuovi pozzi, interventi sulle così dette prese di superficie. Questo il volume degli investimenti che Asa, la società che si occupa del servizio idrico integrato all'Elba, ha intenzione di attivare nell'arco del 2011 per dissetare l'isola. Risorse che si aggiungono a quelle previste in Val di Cornia e finalizzate a migliorare, entro il 2012, la qualità dell'acqua proveniente dal continente e ancora oggi problematica a causa di una presenza di boro e arsenico sopra i limiti di legge, fino ad oggi autorizzata con la concessione di deroghe che, tuttavia, non porranno più essere rilasciate come disposto dall'Unione Europea. Sono numeri importanti quelli messi in campo da Asa. Ieri mattina il presidente Fabio Del Nista, l'amministratore delegato Ennio Trebino, il consigliere di sorveglianza Roberto Pacini, il consigliere delegato Asa Alessandro Fino e il direttore Michele Caturegli hanno incontrato i rappresentanti delle amministrazioni comunali per spiegare cosa sarà fatto per migliorare la qualità e la quantità dell'acqua all'Elba. Le perdite. In questo quadro uno dei dati che salta all'occhio è la quantità di acqua messa annualmente a disposizione dell'isola: 7 milioni di metri cubi all'anno, poco meno di quella che serve per dissetare tutta la Val di Cornia (circa 8 milioni) che di residenti ne ha molti di più. Ma sarebbe un errore credere che all'isola serva tutta questa acqua, anche considerando le presenze turistiche del periodo estivo. In realtà il consumo è ben inferiore ai 7 milioni di metri cubi che arrivano dalla condotta sottomarina (per 4,3 milioni) o dalle fonti di approvvigionamento locali (2,8 milioni) se si considera - come spiega Caturegli - che nella distribuzione si perde quasi il 50% delle risorse disponibili, cioè più di tre milioni di metri cubi. Il 10-15% di questa quantità è considerata una perdita amministrativa (viene utilizzata ma non pagata dall'utente oppure viene impiegata per altre funzioni dalla stessa azienda). Il resto se ne va dai buchi delle condotte, ormai vetuste. Fare le riparazioni costa mediamente 700mila euro l'anno a cui sia aggiungono, per il 2011, altri 750mila euro per la sostituzione di tratti di tubazione (previsti per lo più a Portoferraio). Così facendo Asa riesce a non peggiorare il trend delle perdite - che comunque fa registrare punte del 59% a Porto Azzurro e del 66% a Rio Elba - ma difficilmente è in grado di ridurle nel tempo. Investire sulla sostituzione delle tubature - che costa 200 euro al metro lineare - significherebbe riversare sulle bollette degli utenti costi elevatissimi, stimati in oltre 20 milioni di euro l'anno sul territorio provinciale di competenza dell'Ato. A caccia di acqua. E così, anziché riparare (cosa che comunque Asa fa con 3mila interventi l'anno e opere di manutenzione straordinaria), l'azienda va a caccia di nuove risorse idriche. Dal 2005 al 2010 è riuscita a incrementarle del 15% facendo arrivare 700mila metri cubi in più all'anno dalla condotta sottomarina e circa 800mila sfruttando di più e meglio le risorse locali. «Il dissalatore di Marciana Marina di cui si è discusso in questi giorni - spiega Caturegli - al confronto avrebbe portato 350mila metri cubi in più a costi estremamente più alti». Per il 2011 è in programma la realizzazione di 6 nuovi pozzi: due a Portoferraio nella zona degli Orti, uno a Rio Elba (San Giuseppe), a Ortano, Nisposto e Cavo (pozzo Baccetti). Investimento complessivo: 695mila euro per riuscire ad ottenere 36 litri al secondo di acqua. Gli investimenti più cospicui riguarderanno due invasi, annunciati da tempo ma i cui lavori tardano a partire anche perché - nel caso dell'invaso previsto a Portoferraio - il Comune deve ancora realizzare gli espropri delle aree. L'invaso del condotto costerà un milione e 175mila euro e garantirà 63mila metri cubi di acqua. Il serbatoio progettato nell'ex cava di caolino di Marciana avrà una portata di 50mila metri cubi e richiederà un investimento di un milione e 570mila euro. Nei piani di Asa, infine, ci sono la realizzazione di una nuova opera di presa a Pomonet (200mila euro) e di opere di captazione superficiale a Pedalta e Vallebuia (130mila euro). Ancora da capire se sarà possibile sfruttare per usi pubblici l'acqua dei circa 4mila pozzi privati presenti sull'isola, magari acquistandola direttamente dai titolari delle concessioni.
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