Il Tirreno

Circa 9mila metri cubi di materiale sarà prelevato dalla foce del fiume e trasportato sulla spiaggia

Sabbia del Cornia per salvare la costa

Katia Ghilli
L’erosione nella Costa est e il presidente Kutufà
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L’erosione nella Costa est e il presidente Kutufà

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 PIOMBINO. La giunta provinciale presieduta da Giorgio Kutufà ha approvato nei giorni scorsi, il progetto definitivo di difesa del sistema dunale della Costa est attraverso la movimentazione di sedimenti marini dalla foce del fiume Cornia. E' un altro passo in avanti verso la realizzazione vera e propria delle opere di ripascimento di uno dei golfi più belli di Toscana, elemento portante dell'economia turistica delle Val di Cornia.  La movimentazione di queste sabbie, che si sono accumulate in epoche geologiche lontane, è un progetto che s'interseca con il piano, più complesso di tutela dell'intero golfo, approvato in conferenza dei servizi la scorsa estate. In quell'occasione si stabilì il ripristino dei sistemi dunali e retrodunali, attraverso l'utilizzo di materiali naturali, compatibile con l'ambiente delicato del golfo, e la piantumazione di specie autoctone.  Nel corso dei prossimi mesi bisognerà tradurre la progettualità da definitiva in esecutiva dando il via libera ai lavori che permetteranno di riportare la sabbia là dove il mare s'è ingoiato l'arenile, lasciando solo i sassi.  Per la realizzazione di questo intervento di movimentazione di sabbia i soldi arrivano direttamente dalla Regione ed ammontano a 150mila euro.  In parole pratica saranno prelevati 9mila metri cubi di sabbia direttamente dai fondali della foce del fiume Cornia, trasportati lungo il golfo con dei mezzi terrestri, fino a una distanza massima di 11 chilometri, e poi stesi sui punti più critici della spiaggia della Costa est, la stessa che ha ottenuto la certificazione della bandiera blu.  Secondo i tecnici, benché la sabbia accumulata alla foce del Cornia sia la stessa del golfo, prima di procedere con l'estrazione andranno prelevati, in via preventiva, dei campioni, e mandati in laboratorio per essere analizzati. In gergo ambientale, sarà eseguita una "caratterizzazione" della sabbia che permetterà di sapere se il materiale esportato sarà compatibile con quello rimasto all'interno di tutto il golfo.

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