Il dolore
Ridotta al minimo la cifra da pagare per le zone in concessione nel territorio di Rio Marina
Parco, il demanio cancella il canone
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Una delle aree del Parco minerario di Rio Marina Bosi: «Un riconoscimento storico fondato sul nostro ruolo di tutela»
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RIO MARINA. Il demanio cancella quasi del tutto il canone di concessione al Parco minerario di Rio Marina. Non ci saranno gabelle sulle aree minerarie da parte demaniale, solo un dieci per cento di quello che veniva pagato, come dire qualche miglaio di euro. Una buona notizia per il Parco Minerario. Certamente un avvio dell'anno in positivo. Riflessi evidenti sia in termini di risparmi economici ma anche di riconoscimenti per il lavoro svolto nell'arco degli ultimi anni. Sono, infatti, passati solo pochi mesi da quella che sembrava una crisi irreversibile e - dopo le strategie rese pubbliche da Fabrizio Antonini, neo presidente del Parco minerario, insieme al riconoscimento del ruolo essenziale dell'amministrazione Bosi - l'inizio del nuovo anno dà respiro al bilancio 2010 e apre sull'onda dell'ottimismo la gestione 2011. La svolta, come detto, viene dal demanio che - rivalutata la questione - ha ritenuto che «in considerazione dell'attività di manutenzione, conservazione e valorizzazione del Compendio Minerario dello Stato, della partecipazione di Enti Locali territoriali per oltre l'85%, nonché del reimpiego degli utili nelle attività previste dall'oggetto sociale» potesse essere accolta la richiesta di riduzione al 10% del canone di concessione e "abbonando" a titolo transattivo il 2010. Di fatto solo un pagamento formale quello che d'ora in avanti avverrà che puà quantificarsi in qualche migliaio di euro. Nelle casse del Parco minerario, rimarranno oltre 40mila euro all'anno. Sicuramente soddisfatto il sindaco di Rio Marina Francesco Bosi. Dice: «Abbiamo ottenuto un riconoscimento storico fondato sul ruolo assegnato al Parco nella manutenzione e valorizzazione delle aree minerarie. Ora la società puo' solo crescere nell'interesse dei cittadini di Rio Marina. Il valore ambientale e storico di questo territorio ha bisogno di fatti e non di vuote testimonianze». Una chiara risposta anche alle polemiche che Lorenzo Marchetti, ex presidente del Parco minerario che aveva in questi giorni attacato l'ipotesi di una variante alla viabilità. Una risposta indiretta e certamente un impulso per i progetti a cominciare propriop dalla variante. Paola Mancuso è il vice di Francesco Bosi. Dice: «Voglio ancora sottolineare il fatto che la variante non solo è condizione per il Piano del Porto, ma anche potenziale strumento di riscoperta di questa parte dell'isola, ignorata spesso nella sua straordinaria identità: il connubio irripetibile di mare e ferro. Questa importante occasione di visibilità nasce sui risultati concreti dei lavori di messa in sicurezza e completa l'opera di restituzione alla cittadinanza di una parte di territorio che da problema deve diventare una vera opportunità. La tutela di un territorio non può essere l'inerzia e l'abbandono che spesso conseguono a vincoli tracciati sulla carta ma privi di contenuto».
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