Sicurezza
«Personali le idee di Marini su Baratti»
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Il Golfo di Baratti I consiglieri Nannini e Quinti contestano il presidente del quartiere «Mai stati coinvolti sulla stesura del piano particolareggiato»
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PIOMBINO. Il giudizio espresso recentemente dal presidente del quartiere Fiorentina-Populonia, Mauro Marini, sul piano particolareggiato di Baratti è del tutto personale. Così la pensano i due consiglieri Enrico Nannini (Sel) e Daniele Quinti (Pd). «Tali giudizi - affermano - se dati in veste personale, sono senz'altro rispettabili. Ognuno pensa ciò che vuole e non c'è granché da sindacare. Diverso è se sono dati in nome del quartiere a cui, politicamente, è stato demandato come presidente. Il consiglio di quartiere attuale - sostengono Nannini e Quinti - non è stato coinvolto attivamente sul piano particolareggiato né tanto meno ha espresso una stesura finale di un comunicato». «Visto che il presidente si è dichiarato - affermano - lo facciamo anche noi. E' senz'altro positivo aver avviato un percorso partecipativo, peccato che lo si sia fatto tardi. E peccato che si è, involontariamente, ribadito l'errore, visto che si sono dati due paletti non spostabili (ma essenziali) come l'aumento di presenza umana data dalla strutture a servizio dei residence di Poggio all'Agnello e del Casone». E sempre a proposito dell'attività del quartiere, i due consiglieri colgono l'occasione di ricordare che «fin dall'inizio dell'attuale legislatura è stato chiesto di discutere la questione dell'ingresso viario ad Ovest di viale Unità d'Italia. Cioè della Fiorentina- Diaccioni, della Poggio ai Venti-San Rocco, della Val del Melo-Diaccioni. Insomma, di una parte del territorio che è di competenza del nostro quartiere». «E' stata ripetutamente negata tale possibilità - sostengono e due consiglieri - A detta del presidente non c'è niente da chiarire. Ci auguriamo che qualcuno, più in alto, dia il via libera almeno ad una semplice esposizione dell'attuale stato delle cose». Nannini e Quinti concludono esprimendo una speranza: «I quartieri, per legge nazionale, hanno perso alcuni poteri. Ma la volontà politica locale forse potrebbe dare il via libera, in qualche forma consona all'obiettivo espresso anche da una petizione presentata di recente al consiglio comunale da 300 cittadini piombinesi, quello di non farli essere dei semplici passacarte».
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