Il Tirreno

Di Vincenzo stroncato da una polmonite, era nell’appartamento salato in aria per una perdita di gpl

Muore a una settimana dall'esplosione

Valentina Landucci
L’abitazione distrutta dall’esplosione dovuta a un fuga di gpl
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L’abitazione distrutta dall’esplosione dovuta a un fuga di gpl

Proseguono le indagini dei carabinieri, la procura dispone una perizia

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 PORTO AZZURRO. E' morto in ospedale, nel reparto ustionati di Cisanello, a Pisa, dove era ricoverato da una settimana a seguito delle gravi ustioni provocate dall'esplosione che nel pomeriggio del 31 dicembre devastò l'appartamento dove si trovava con un amico a Porto Azzurro.  Le condizioni di Celestino Di Vincenzo, 48 anni, erano parse subito gravi. L'uomo, originario del napoletano (nella zona di Casoria dove risiedono tutt'ora i familiari) da diversi anni abitava all'Elba. Faceva il muratore ma durante le estati era solito lavorare come cameriere, barman e pizzaiolo nel locali dell'Elba.  Aveva deciso di trascorrere il Capodanno a casa del cognato, in un appartamento di nuova costruzione in località San Giuseppe, a Porto Azzurro, insieme a un amico, Giuseppe Sigillo, anche lui quarantottenne di origini napoletane e anche lui gravemente ferito.  I due, a quanto pare, erano intenzionati a trasferirsi in quella abitazione consegnata al cognato di Di Vincenzo solo poche settimane prima. Erano arrivati nell'appartamento nella prima mattina del 31 dicembre. Avevano accesso, con un po' di difficoltà, la piccola caldaia sull'esterno dell'abitazione e dopo aver sistemato le proprie cose in casa - non ancora del tutto arredata - erano usciti.  Al rientro, intorno alle 17, la tragedia. Non è chiaro per quale motivo i settanta metri quadrati dell'abitazione fosse saturi di gpl. Forse un problema alla caldaia, forse il tubo che porta il gas in cucina rimasto aperto. Fatto sta che i due uomini non si sono accorti di niente, hanno aperto la porta e acceso una luce. La scintilla ha provocato la tremenda esplosione che ha scaraventato fuori dall'abitazione Di Vincenzo e nel piccolo locale del bagno Sigillo. Il boato è stato impressionante e inizialmente i residenti della zona hanno pensato a un incidente legato ai botti di Capodanno.  L'onda d'urto ha lanciato, come proiettili, nei campi vicini all'abitazione le porte e le finestre che hanno divento di netto la ringhiera del giardino. Le fiamme hanno divorato i pochi arredi della casa: il letto, la lavastoviglie, un piccolo tavolo e pochi altri oggetti.  I due uomini sono stati subito soccorsi dai vicini e da due ambulanze del 118. Sul posto anche i carabinieri e i vigili del fuoco. Le abitazioni subito sopra e di fianco all'appartamento teatro dell'esplosione sono rimaste lesionate ma per fortuna in modo lieve.  Di Vincenzo e Sigillo sono stati trasferiti in elisoccorso a Pisa, ricoverati nel reparto ustionati e subito sottoposti a un delicato intervento chirurgico. Ma Di Vincenzo, che aveva precedenti problemi di salute, non ce l'ha fatta.  Il fumo respirato e le complicazioni cardio respiratorie dovute alle ustioni hanno provocato una polmonite che purtroppo gli è stata fatale. L'uomo è deceduto ieri mattina, poco dopo le 4, dopo una settimana di agonia.  Restano invece gravissime le condizioni di Giuseppe Sigillo ustionato in diverse parti del corpo e ancora in pericolo di vita. L'intervento al quale è stato sottoposto ha avuto esito positivo ma la prognosi - come confermano in ospedale a Cisanello - resta riservata.  Intanto le indagini condotte dai carabinieri sull'accaduto vanno avanti. L'abitazione rimane sotto sequestro e nei prossimi giorni è attesa la perizia da parte del tecnico nominato dalla procura di Livorno per fare luce sulle cause dell'esplosione.

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