Il Tirreno

L'Inail sull'amianto «Accuse ingiuste, stiamo lavorando»

Operai della Lucchini durante uno sciopero
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Operai della Lucchini durante uno sciopero

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 PIOMBINO. Fim, Fiom e Uilm hanno organizzato per venerdì prossimo alle 12 un'assemblea davanti alla sede dell'Inail per protestare contro la lentezza dei tempi per l'assegnazione dei benefici previsti dalla legge sull'amianto.  A scendere oggi direttamente in campo, per chiarire la situazione, è lo stesso direttore della sede Inail Giovanni Lorenzini, che non potrà essere presente all'assemblea. «I sindacati - afferma - lamentano una presunta assenza di risposte da parte dell'istituto sul problema dell'amianto per le imprese. Ho già avuto modo di precisare come, all'indomani del mio insediamento nei primi di novembre, avessi confermato lavorazioni in essere sull'amianto estese anche all'indotto».  «Nel tempo le sedi hanno emesso 543 certificazioni nel 2008, 1.383 nel 2009, 1.079 nel 2010. Nel 2010 oltre la metà sono relative all'indotto. 65 sono state le pratiche evase nel mese di dicembre 2010, di cui 36 relative all'indotto».  Inizialmente la maggiore attenzione è stata riservata alla Lucchini. «L'estensione solo successiva all'indotto, è sempre stata condivisa in incontri cui hanno nel tempo preso parte, presente il direttore regionale, Aniello Spina, i miei predecessori ma anche l'assessore regionale Gianfranco Simoncini, l'assessore provinciale Ringo Anselmi, rappresentanti di Asl e ministero, e rappresentanti dei sindacati che ora lamentano ritardi ed omissioni».  Il personale della sede di Piombino sarebbe stato incrementato, per il triennio 2010-2012, proprio in considerazione della problematica dell'amianto. Il direttore Inail dice di non aver ricevuto richieste di chiarimento o precisazioni se non attraverso le pagine dei giornali «che non possono diventare il luogo per un approfondimento e un confronto serio su di un problema delicato e tecnico come l'amianto». Da parte sua tuttavia il direttore Lorenzini ribadisce «l'impegno a proseguire le lavorazioni in atto e la massima disponibilità ad un serio confronto».

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