Il Tirreno

Boro in eccesso dal rubinetto

Secondo i dati dell’Asl elevato il livello di boro nell’acqua
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Secondo i dati dell’Asl elevato il livello di boro nell’acqua

Nei limiti, invece, il livello di arsenico

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 PORTOFERRAIO. Entro i limiti di legge i livelli di arsenico nell'acqua che sgorga dai rubinetti su tutto il territorio di Portoferraio. Diversa la questione del boro. In questo caso i limiti normativi vengono superati ma sono comunque al di sotto di quelli autorizzati - tramite deroga dal Ministero.  A seguito dell'allarme sul contenuto di inquinanti e sostanze pericolose nelle condotte pubbliche della Val di Cornia e dell'Elba il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria, ha richiesto all'azienda sanitaria di Livrono e al gestore del servizio, Asa, i dati relativi agli ultimi rilievi sulla qualità della risorsa.  I dati in questione sono stati forniti al Comune pochi giorni fa. Numeri «che appaiono - fa sapere l'amministrazione comunale - particolarmente confortanti».  Nello specifico viene confermato con chiarezza che Portoferraio non ha, nelle sue acque, il problema dell'arsenico. Nei vari punti di prelievo, cioè nella zona mercato, al Capannone, a Carpani, a San Rocco, al Viticcio, a Schiopparello e Bagnaia, ma anche in alcune zone limitrofe di altri Comuni come Lacona e Lido Norsi «i valori di arsenico - scrive l'azienda sanitaria - sono inferiori a quelli indicati dal decreto legislativo 31/01».  Cioè sono al di sotto di 10 microgrammi per litro «il che - continua la nota dell'amministrazione comunale - non rende necessaria alcuna deroga, perché vi è un rispetto rigoroso della normativa più restrittiva».  Il boro, invece, supera il limite di qualità stabilito dalle norme con punte che sfiorano i 3 milligrammi per litro contro il valore massimo di un milligrammo. Le rilevazioni sull'acquedotto vedono come dato migliore quello di Bagnaia con 1,25 milligrammi per litro. Il dato peggiore è invece stato registrato al Capannone con 2,85.  «In sintesi - spiega l'azienda sanitaria - risulta che a Portoferraio entrambi i parametri sono nei limiti di legge e, nello specifico, il boro, con una media di 2,58 milligrammi per litro, pur superando quanto previsto dal decreto legislativo, rientra nei valori richiesti con deroga. Diversa è la situazione dell'arsenico, i cui valori sono inferiori a quelli indicati dal decreto».  «Sulla base di questi risultati - prosegue l'amministrazione comunale - non possiamo che confermare quanto già consigliato: nessun allarmismo, comunque non utilizzo come acqua da bere per i bambini più piccoli (fino a tre anni) dell'acqua del rubinetto. Ciò per un principio di estrema prudenza, sia ben chiaro».  Il Comune, però, mette in guardia anche rispetto al consumo di acque minerali. «Ci pare sensato quanto asserito sulla stampa recentemente da un esponente di Legambiente - conclude l'amministrazione - che sosteneva che, per una normativa nazionale diversa e particolare, con dei limiti più alti e, per di più, con il fatto che le etichette normalmente non indicano la presenza del boro, in taluni casi si rischia di berne in quantità maggiore che con l'acqua del rubinetto. Anche a tal fine sarebbe necessario che il Governo intervenisse per fare chiarezza e per favorire una corretta e trasparente informazione dei cittadini».

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