Il Tirreno

Via ai saldi, subito folla nei negozi

M. Massei Autunnali)
Due immagini del primo giorno dei saldi nei negozi del centro
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Due immagini del primo giorno dei saldi nei negozi del centro

Ma i commercianti sono polemici: sbagliato iniziare in un giorno di festa

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 PIOMBINO. Partono i saldi ed è subito folla nelle vie del centro. Neanche il giorno di festa ha trattenuto a casa i piombinesi, che dalla prima mattinata di ieri si sono riversati nelle strade principali per non lasciarsi sfuggire le prime grandi occasioni.  L'abbigliamento è ovviamente il settore privilegiato, soprattutto in conseguenza del fatto che quasi tutti i consumatori, terminata ormai la campagna regali natalizia, stavolta hanno scelto di acquistare cose per sé piuttosto che per altri: in molti, non a caso, sono accorsi a comperare articoli già "avvistati" al momento del tradizionale shopping prenatalizio, ora disponibili anche a un prezzo molto ribassato rispetto a quello di partenza.  Così è stato, ad esempio, al negozio Eta Beta di via Costa, dove in moltissimi, specie i più giovani, già dalla mattina, si sono riversati alla ricerca del capo di gran marca da acquistare a prezzi d'occasione.  «Qualche cliente ci ha chiesto di confezionare dei pacchetti - dicono invece da Benetton, in corso Italia - Non sappiamo se per regali destinati all'Epifania oppure per qualche compleanno, ma molte delle persone che abbiamo avuto nel nostro negozio ci hanno fatto chiaramente capire di approfittare dei saldi anche per i regali dell'ultimo minuto. Chi è venuto la mattina presto, probabilmente desiderava acquistare dei capi o degli oggetti dettati dalla festa della Befana».  Grandi affari dunque nella prima giornata di saldi (che dureranno fino al sei marzo), ma anche qualche segnale di malcontento. Non tutti i negozianti, ad esempio, condividono il proposito di far cominciare i saldi in un giorno di festa, quando è più probabile che molte persone colgano l'occasione per fare buoni acquisti spostandosi da Piombino verso le grandi città.  «Un po' di riscontro in effetti c'è stato - commenta Milena Verdicchio, titolare del negozio Replay, anch'esso in corso Italia - ma a mio giudizio non è stata propriamente una buona idea quella di farci aprire il 6 gennaio. Sicuramente avremmo potuto avere un buon flusso di acquirenti anche se avessimo cominciato domani e a questo proposito avevamo fatto anche una raccolta firme. Dal 6 al 7 non cambia niente, proprio per il fatto che chi viene adesso compra delle cose per sé: jeans, giacchetti. Di pacchi regalo, personalmente, ne ho fatto solo uno».  «In realtà - aggiunge Silvestro Carnevali, titolare dell'omonimo negozio d'abbigliamento - è il fatto di far cominciare i saldi il 6 gennaio a essere sbagliato. Proprio per una forma di rispetto nei confronti del cliente: io infatti non faccio sconti del 30%, ma del 20% e a volte anche meno. Secondo me non è giusto che chi ha comprato un capo a una determinata cifra in occasione del Natale già per l'Epifania possa vedere lo stesso oggetto in vendita a un prezzo che è un terzo meno di quello iniziale. Se si chiamano saldi di fine stagione, dovrebbero iniziare dalla metà di febbraio in poi. Ho cercato anche di promuovere una campagna di firme a questo scopo. Ma chi sta dietro un tavolo - e parlo della Regione - di questo non riesce a rendersene conto».

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