Il Tirreno

La Natività fra arte e tradizione

La Natività fra arte e tradizione

Cinque originali allestimenti in Sant'Antimo

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 PIOMBINO. In cima alla navata sinistra, all'altezza dell'altare, il classico presepe infonde un'atmosfera di familiare e rassicurante natività. Sullo stesso lato della chiesa spiccano però altre quattro rappresentazioni della nascita di Cristo. Quattro ritratti diversi e altrettanto suggestivi. Siamo nella concattedrale di Sant'Antimo, dove quest'anno, oltre al presepe tradizionale, trovano posto altre versioni dell'evento tramandato dai Vangeli.  Classico. In un percorso a ritroso, dal fondo della navata, lo sguardo si posa su uno scenario abituale. Statuette rosso marrone convergono verso una capanna ricavata da una grotta. Pastori, pecore, Re Magi si avvicinano alla sacra famiglia. Ai loro piedi il muschio, circondati da finte montagne. Il tutto sullo sfondo di un telo blu scuro, a interpretare il cielo notturno.  I mestieri. Il secondo presepe è opera dello storico piombinese Mauro Carrara, che ha scelto di allestire una rappresentazione tematica, nella quale il vero protagonista è il lavoro. Oltre ai normali personaggi in commercio, Carrara ha creato con pazienza dodici mestieranti con i tipici strumenti professionali. Un'operazione manuale con la creta, passando per la fase dell'essiccazione e la finale cottura nel forno. Ecco allora l'arte di lavorare il metallo e il legno, accanto ad altre abilità artigianali, a fare da contesto a un particolare luogo della nascita. Non la capanna di legno ma una rovina antica perfettamente riprodotta, ripresa dalle pitture rinascimentali.  Istantanee dal vivo. È un presepe fotografico quello proposto da Pierluigi Galassi, presidente della sezione fotografica del Centro Culturale Sant'Antimo Bfi. Nove scatti catturati dalla rappresentazione vivente di Montorsaio, frazione del comune di Campagnatico.  Scenari alternativi. Sono due le versioni sacre presentate da Eraldo Ridi, artista che, come si legge nel suo sito, "costruisce, recupera, progetta e realizza, diverte". Due installazioni atipiche per comunicare il più antico degli eventi. Parte di una bicicletta rugginosa è il supporto del primo presepe. Sul telaio trova posto la capanna, intorno e sopra i raggi, le altre figure e un treno fatto di barattoli e vaschette di metallo. Al di sopra di tutti, due angeli, vestiti da postini. L'altra versione, "Rio Negro", già presentato l'anno scorso a Montegemoli, prevede due basi circolari rette da un tubo. Da una parte un insolito laghetto e uno strambo cavallo turchese, dall'altra il rifugio della famiglia: un castello di carte da gioco. Il bambino, l'asso di cuori. Intorno statuette di animali, i Re Magi, i pastorelli e le contadine. F.L.

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di Redazione web