Il Tirreno

Rissa in carcere, tredici detenuti denunciati

L’ingresso del carcere di Porto Azzurro
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L’ingresso del carcere di Porto Azzurro

I sindacati: sovraffollamento e poco personale, evento annunciato

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 PORTO AZZURRO. Sono tredici le persone denunciate per rissa dopo l'ennesimo episodio violento accaduto all'interno del terzo reparto del carcere di Porto Azzurro. E alcuni dei detenuti coinvolti sono gli stessi dell'aggressione avvenuta a metà dicembre.  L'immediato intervento della polizia penitenziaria e le immagini del sistema interno di videosorveglianza hanno consentito di accertare le responsabilità nei confronti dei protagonisti della spedizione punitiva avvenuta poco dopo le 14 di domenica. Di fatto una ritorsione nei confronti di due detenuti - uno dei quali ricoverato in ospedale e dimesso dopo alcune ore - per vendicare, in qualche modo, l'aggressione di due settimane prima. Un episodio che si poteva evitare se i detenuti coinvolti nella prima rissa fossero stati trasferiti, come peraltro richiesto. E' forse questo uno degli aspetti che preoccupa maggiormente i rappresentanti sindacali degli agenti, Angelo Montuori di Fsa-Cnpp e Paolo D'Ascenzo del Sinappe, i quali tornano a scrivere al provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria. Montuori e D'Ascenzo ricordano che subito dopo la prima rissa avevano rappresentato ai vertici dell'amministrazione penitenziaria «l'assoluta gravità della situazione che andava delineandosi, ma l'amministrazione regionale non prese in minima considerazione i nostri segnali di allarme e non furono nemmeno trasferiti, per motivi di sicurezza, i detenuti». In realtà le uniche novità degli ultimi mesi a Porto Azzurro sono la progressiva riduzione del personale e il contemporaneo aumento della popolazione carceraria. «Abbiamo problemi di sovraffollamento - racconta il comandante della polizia penitenziaria, Vincenzo Pennetti - che vanno di pari passo con la carenza di personale: possiamo contare su un organico che è di circa 50% in meno rispetto a quello previsto». Per far fronte all'emergenza anche domenica il personale, compresi gli agenti che avevano smontato dal servizio notturno si sono messi a disposizione. Una dimostrazione di professionalità che tuttavia non può bastare: occorrono interventi da parte dell'autorità penitenziaria su un carcere dove mancano anche i generi di prima necessità per i detenuti, non c'è lavoro e ormai non esistono più celle singole. Un carcere molto diverso dall'esempio positivo di istituto di riabilitazione che è stato per anni dove intervenire in caso di emergenze e prevenire episodi come quelli di domenica è sempre più difficile.

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