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Rimigliano, il Forum propone di rilanciare agricoltura e turismo

Rimigliano, il Forum propone di rilanciare agricoltura e turismo

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SAN VINCENZO. Sono 52 le osservazioni alla variante per la Tenuta di Rimigliano, raccolte in 38 pagine, presentate dal "Forum di centrosinistra per San Vincenzo". Vediamo le principali. Si inizia con la richiesta di rielaborazione del regolamento urbanistico e l'inserimento in regime di Anpil (Area naturale protetta di interesse locale) di tutta la Tenuta di Rimigliano, prima di qualsiasi intervento edilizio e non dopo. «È un grave errore - sostiene il Forum - la divisione, nel regolamento urbanistico, tra Tenuta e fascia a mare. L'ecosistema di Rimigliano è omogeneo ed unico».  Il Forum chiede l'accesso libero e gratuito per tutti nella Tenuta attraverso i percorsi esistenti e con la creazione di una rete escursionistica e e una pista ciclabile. Ma si oppone alla realizzazione di piscine nei poderi, ma si dice disposto ad accettarne un massimo di 2 in tutta la Tenuta.  Stesso discorso per l'albergo, per cui il Forum chiede almeno che la capacità ricettiva scenda da 150 a 60 posti letto. «Una distribuzione delle camere nei vari poderi garantirebbe più occupazione e minor impatto sul territorio». Per i nuclei poderali, il gruppo richiede che siano «pianificati tutti insieme», oltre che la presentazione di «un dettagliato elenco di quanti mq possono essere demoliti e ricostruiti e di quanti restaurati».  Dei 17.000 mq di edifici esistenti, il Forum ne vorrebbe 12.500 per uso ricettivo o residenziale, e 4.500 per l'agricoltura, con 200 mq di annessi in ogni podere. «Il regolamento urbanistico - si afferma - consente al privato di scegliere quanti mq deruralizzare e quanti destinare all'agricoltura. Il piano aziendale di miglioramento agricolo e ambientale concede 650mq di annessi (tutti in un unico punto) all'attività agricola».  Il Forum chiede inoltre che dal totale di 17.000mq di superfici, siano «detratti 2.000 mq per possibili interventi di potenziamento dell'attività agricola nel prossimo futuro e 240 mq per ospitare i lavoratori dell'azienda.  Bertini e Bersotti descrivono il loro progetto: «Vorremmo un parco naturale in cui coesistano agricoltura, turismo e conservazione del patrimonio naturale, con un recupero dei manufatti edilizi sul modello agrituristico ed il rilancio dell'agricoltura produttiva. Ogni podere sarebbe presidio ambientale, polo agricolo e struttura turistica. Sarebbero possibili l'ippovia e un sistema di maneggi e allevamento di cavalli, la valorizzazione dei prodotti tipici e il recupero di antiche varietà di ortaggi e alberi da frutto, che potrebbero dar luogo ad un centro per la conservazione della biodiversità e ad un polo di studio. Il turismo naturalistico permetterebbe destagionalizzazione turistica, occupazione più stabile e di qualità, conservazione di territorio e paesaggio, creazione di un tessuto economico-sociale più forte».

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