Sicurezza
Il picco influenzale prevedibilmente si registrerà a metà gennaio
E' in arrivo l'australiana
Melisanda M.Autunnali
◗
Si avvicina lepidemia influenzale Ma in tanti sono già a letto per una forma più lieve
2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Ancora non è la temibile "Australiana" (quella è attesa per la prossima settimana), ma è comunque bastata per mettere a letto numerose persone nel corso delle festività natalizie. Questa forma di influenza attacca per lo più l'intestino, con nausea, vomito e diarrea come conseguenza e qualche linea di febbre: l'origine - soprattutto - da raffreddamento. Già gli anni precedenti avevano fatto registrare casi con la stessa sintomatologia. L'unico dato variabile è piuttosto la frequenza, secondo la quale il virus natalizio dovrebbe aver colpito, nella zona sud della Val di Cornia come all'Elba, qualche persona in più rispetto allo scorso anno. «E' vero - conferma il dottor Francesco Genovesi, direttore dell'Unità Operativa del 118 di Livorno - Seppur non si tratti di un fenomeno clamoroso, è certo che abbiamo avuto un discreto quantitativo di soggetti colpiti da questo disturbo di carattere febbrile con una prevalenza di enterotropismo. Da questo punto di vista abbiamo notato un certo aumento di chiamate alla guardia medica e al 118». Il fenomeno, dicono all'ospedale di Piombino, avrebbe riguardato più i bambini che gli adulti: il che avrebbe quindi spinto anche il pronto soccorso a collaborare più con i pediatri che con gli internisti, se non altro per una maggiore allerta che sempre e comunque si sviluppa in presenza di piccoli pazienti. «Gli adulti - spiegano - sono in grado di tutelarsi anche in maniera autonoma». Per tutti, in ogni caso, si è trattato di situazioni che si sono evolute positivamente nell'arco due o tre giorni anche soltanto con un po' di riposo. Attenzione, però, specifica Paolo Tamberi, primario del Pronto Soccorso di Villamarina: se in questo caso è corretto parlare di sindrome para-influenzale più che di influenza vera e propria, non più di qualche giorno ci separa dal vero picco stagionale, che, come ogni anno, è destinato a prendere di mira almeno tre o quattro milioni di italiani. Meno timori li avrà chi ha scelto di vaccinarsi, senza contare che il siero distribuito lo scorso ottobre metteva ai ripari sia da influenza "Australiana" che dalla celebre influenza H1N1: «E' prevedibile che chi si è vaccinato resti immune: questo tipo di vaccino infatti rispecchia totalmente le caratteristiche del virus in circolazione. In ogni caso, almeno da quanto si dice, sappiamo che i giorni fra il 15 e il 20 gennaio saranno quelli di maggiore allarme».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
