Sicurezza
Tiemme, altri tagli in arrivo
Luca Centini
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Autobus della Tiemme al capolinea di via Leonardo Da VinciBloccato il turnover, nuovi sacrifici a febbraio e a giugno
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PIOMBINO. «La situazione è grave, ma niente smantellamento dei servizi». Massimo Roncucci, presidente della Tiemme, fa il punto sulla riorganizzazione del trasporto pubblico. Alla Provincia di Livorno sono andati 2,5 milioni in meno rispetto al 2010. Equivalgono ad una riduzione del 16% delle risorse regionali. «I tagli impongono dei sacrifici - spiega Roncucci - a partire dal 10 gennaio saranno soppresse alcune linee, non so se ciò scoraggerà gli utenti a utilizzare i mezzi pubblici. I criteri scelti per la riorganizzazione variano tra le diverse realtà regionali. In generale si è cercato di tagliare, finchè ce ne è stata la possibilità, i servizi festivi e le linee utilizzate da meno persone. Ci saranno meno corse, meno possibilità per gli utenti e, in alcune realtà, tra cui Piombino, anche tariffe più elevate». I numeri parlano chiaro. Nel bacino dell'ex Atm la riorganizzazione comporterà una riduzione di circa 600mila km percorsi. Saranno soprattutto le linee urbane a subire il contraccolpo maggiore, con un taglio di 152mila km sui 457mila percorsi nel 2010. Il ridimensionamento delle attività comporterà conseguenze sul fronte occupazionale. «Sono previsti esuberi - commenta Roncucci - anche se nel bacino ex-Atm gli effetti saranno marginali rispetto ad altre realtà. I tagli di gennaio non dovrebbero incidere, le conseguenze saranno più gravi con la seconda trance di febbraio e da giugno, quando la Regione ridisegnerà la rete dei servizi per la Toscana». Intanto Tiemme ha provveduto a bloccare il turnover dei lavoratori. «Nel bacino ex-Atm stiamo valutando la possibilità di reintegrare alcuni servizi fino ad oggi esternalizzati per non far ricadere i tagli sul personale aziendale - spiega il vicepresidente Tiemme, Carlo Torlai - ovviamente ciò non impedirà, nel quadro generale, la perdita di alcuni posti di lavoro. Ma per Piombino il sacrificio si limiterebbe a poche unità lavorative». A inizio gennaio l'azienda incontrerà i sindacati per discutere della riorganizzazione. Gli stessi sindacati con cui la nuova Tiemme non è stata in grado di trovare una sintesi per armonizzazione i contratti dopo la fusione tra le vecchie aziende territoriali. «Fino ad ora nessun lavoratore ha perso qualcosa, sia in termini normativi che economici - sostiene Roncucci - in tanti hanno gridato troppo, ora occorre abbassare i toni e rendersi conto della situazione che ci troviamo davanti. Tutti, a partire da noi, fino ai sindacati, gli enti locali e le istituzioni sono chiamati a compiere sacrifici». Sacrifici crescenti, visto che la Provincia ha definito il 2011 come un anno ponte in vista di un'ulteriore riorganizzazione dei servizi in programma nel 2012. «Pur apprezzando lo sforzo della Regione, abbiamo chiesto come associazione delle aziende nuove risorse a favore del trasporto pubblico locale - spiega il presidente Tiemme - a ciò dovrà aggiungersi un'opera di riassetto dell'azienda in nome di una maggiore produttività. Si deve tener conto che i tagli del 2011 sono stati contenuti solo perchè la Regione ha reperito delle risorse che, già dal 2012, non saranno più disponibili. A quel punto sì che si potrebbe parlare di smantellamento». In questo clima un'azienda unica come Tiemme, nata dalla fusione di Atm, Rama, Train e Lfi avrebbe, secondo Roncucci, spalle più forti e maggiori capacità di ottimizzare i costi per ottenere un livello più alto di produttività. La sfida è garantire a tutti gli utenti il diritto alla mobilità, resistendo alla ristrettezza delle risorse. «Non sarà un obiettivo semplice - conclude il presidente Tiemme - i tagli della Finanziaria non sono l'unico problema. Basta pensare che gli aumenti delle assicurazioni e del prezzo del gasolio produrranno un impatto economico solo di poco inferiore ai tagli annunciati dalla Regione».
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