Il Tirreno

IL BILANCIO DEL 2010

Coste sotto assedio, decine le multe

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 PORTOFERRAIO. In calo il fenomeno dell'ombrellone selvaggio, con "soli" 8 casi di occupazione abusiva del demanio marittimo nel 2010. Ma sempre più significative le violazioni delle ordinanze balneari, in particolare sul rispetto della distanza delle imbarcazioni dalla costa (con 26 verbali), e dei confini dell'area protetta di Pianosa (22 casi nel 2010). Importanti anche i numeri sui sequestri. Nel corso del 2010 sono stati posti sotto sequestro penale mille e 288 chili di pesce. Mentre analoghi provvedimenti amministrativi sono scattati per mille e 290 metri di reti, 110 attrezzi da pesca, 3 motori fuori bordo, un generatore e due faretti utilizzati per la cattura di totani.  Sono alcuni dei numeri del ricco bilancio delle attività condotte dalla Capitaneria di Porto nel corso dell'ultimo anno. Un lavoro intenso non solo sotto il profilo operativo ma anche per quanto riguarda l'attività amministrativa e forse meno nota al pubblico: dall'emissione di ordinanze alle pratiche del settore "gente di mare", dai controlli per la sicurezza in porto allo svolgimento di inchieste sommarie per stabilire le cause degli incidenti - come il naufragio del peschereccio a punta del Nasuto di due mesi fa - passando dagli esami per l'abilitazione degli assistenti bagnanti (quest'anno 48 i nuovi aiuto bagnino licenziati dalla Capitaneria) alle attività del settore contenzioso che nel 2010 ha seguito 285 pratiche relative a sanzioni di vario tipo.  Una consistente mole di lavoro che, nel suo complesso, ha anche lo scopo di verificare il buon funzionamento delle norme e delle procedure.  Da questo punto di vista, ad esempio, i controlli effettuati per il rispetto dell'ordinanza balneare hanno suggerito la possibilità di alcune modifiche per il 2011. «Lavoreremo - spiega il comandante della Capitaneria, Antonio Catino - per avere una disciplina quanto più uniforme sul territorio e stiamo studiando alcune modifiche per quanto riguarda le distanze delle imbarcazioni dalle coste a picco: riteniamo sia necessario fare maggiore chiarezza e in proposito ci incontreremo con i Comuni». Un tema, quello delle piccole e grandi barche che si avvicinano troppo allo specchio acqueo riservato ai bagnanti, sul quale c'è una crescente attenzione. Anche per questo le motovedette in servizio sull'isola sono state dotate di apparecchiature gps, in grado di stabilire con precisione dove si trovano le imbarcazioni e se hanno violato la norma. V.L.

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