Sicurezza
I progetti per migliorare la qualità
Scambiatore a Macchialta e dissalatore all'Enel
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PIOMBINO. I Comuni della Val di Cornia hanno bisogno di 8milioni 155mila mc di acqua all'anno. Poco più di 6 milioni l'Elba, alimentata per 4 milioni dalla condotta sottomarina e per 2 milioni da risorse proprie. Problemi di qualità ma anche di quantità, dunque. La presenza del boro nella acque è dovuta alla conformazione dell'alto bacino del Cornia, dove sono presenti i soffioni boraciferi. Il boro si è depositato nel tempo nei sedimenti argillosi e nella ghiaie in cui scorrono le acque. I più bassi valori di boro si ritrovano alla Gera (1,3) sul Milia (1) sul Masera (0,5). I dati peggiori nei pozzi di Franciana, dove si riscontrano anche le maggiori percentuali di cloruri che sciolgono boro e arsenico. «Non esiste una soluzione unica - spiega il direttore dell'Asa Caturegli - ma è più interventi da mettere in campo contestualmente». Il piano Asa prevede prima di tutto la ricerca delle perdite e sostituzioni di reti soprattutto all'Elba, che potrebbero portare un aumento di capacità di 20 litri al secondo. All'Elba sono poi previsti nuovi pozzi e la manutenzione delle sorgenti del Capanne con un recupero di 30 l/s. Due nuovi pozzi anche a San Vincenzo, con boro inferiore a 2 ppm, con un recupero di 15 l/s. Nel 2011 è previsto anche un collegamento delle centrale delle Coltie (Venturina) con l'anello di Macchialta (Suvereto), con una riduzione dei picchi di boro. In progetto anche un nuovo campo pozzi (50 l/s) a San Lorenzo nel subalveo del Cornia, in prossimità della Gera, con valori di boro inferiori a 1 ppm. Infine l'utilizzo delle acque della Gera per due riempimenti da 400mila mc (stimabili nei mesi estivi in 50 l/s), con boro da 0,3 a 1,5. Circa 165 l/s in più, dunque, che consentirebbero di abbandonare i pozzi di Franciana, che hanno valori di boro superiori a 5 ppm. Per raggiungere nel 2012 l'obiettivo di 1 ppm di boro, i tecnici Asa propongono altri due fondamentali interventi. A Macchialta un impianto a resine a scambio ionico per una produzione di 280 l/s, con un costo stimato di 5 milioni. A Tor del Sale un dissalatore con una capacità di 100 l/s ed un costo presunto di 11 milioni. Una soluzione che potrebbe coincidere con la richiesta di acqua dissalata proveniente da alcune industrie, a partire dalla Sol. Il resto, soprattutto per assicurare alla Val di Cornia le risorse idriche sempre più in crescita, è affidato al progetto della "dorsale tirrenica". Un'opera che Asa ha in programma da tempo, ma che ora può sfuttare una grande opportunità. La Snam, infatti, dismetterà la condotta del gas (un tubo d'acciaio da 70 bar lungo 80 Km (da Piombino a Collesalvetti) che sarà sostituito dal gasdotto Galsi. Un risparmio calcolato in 40 milioni di euro sui costi. G.P.
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