Il Tirreno

«Basta accuse contro i cacciatori»

Non si ferma la polemica sull’attività venatoria sul promontorio
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Non si ferma la polemica sull’attività venatoria sul promontorio

Anche la Federcaccia in polemica col Wwf

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 PIOMBINO. «Ancora una volta, l'arma che viene utilizzata da taluni sedicenti ambientalisti è la demagogia». Dopo le ultime polemiche a intervenire in argomento è Federcaccia Toscana, sezione comunale Piombino.  «Il gioco dell'anti-caccia è semplice - si spiega - far apparire i cacciatori come persone senza scrupoli, irrispettose delle leggi. È la politica utilizzata dal referente Wwf Val di Cornia Politi, che è ritornato per l'ennesima volta sull'argomento dell'inaccettabile comportamento che, a suo dire, i cacciatori terrebbero nel promontorio di Piombino. Politi, si dovrebbe rassegnare all'idea che la maggioranza degli italiani, come dimostrato da un recente sondaggio, è favorevole alla caccia, se svolta nel rispetto delle regole».  «Federcaccia (e pure le altre associazioni) - si precisa - ha da sempre preso le distanze da tutti quegli atti di bracconaggio e di inciviltà che, fortunatamente di rado si verificano, ma che niente hanno a che spartire con l'attività venatoria. È arrivato il momento di considerare i cacciatori per quel che sono: uomini e donne appartenenti ad ogni estrazione sociale e di ogni età; studenti, professionisti, operai, pensionati che prima di ottenere il porto d'armi, sono costretti a superare un complicato esame e che per mantenere detta licenza, devono conservare una fedina penale "pulita". Rispettosi delle leggi, ossequiosi delle esigenze degli agricoltori, attenti alla conservazione delle specie» si conclude.

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