Il Tirreno

L’azienda ha acquistato coils grezzi a prezzi favorevoli ed ora può sfruttare l’impennata del mercato

Ripresa in Magona: tornano gli ordini

Giorgio Pasquinucci
L’ad di Magona Nannipieri e l’ingresso dello stabilimento
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L’ad di Magona Nannipieri e l’ingresso dello stabilimento

Dopo il 10 gennaio in marcia due zincature, termina la cassa integrazione

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 PIOMBINO. Finalmente una notizia positiva dal fronte della siderurgia. Dal 10 gennaio la Magona rimetterà in marcia le due linee di zincatura, la 4 e la 5, per far fronte a nuovi ordinativi. Di conseguenza cesserà il ricorso alla cig che, a rotazione, sta interessando quasi tutto il personale.  A determinare la nuova situazione, che ridimensiona le stesse previsioni negative dell'azienda sul primo semestre del prossimo anno, sono state una serie di circostanze favorevoli. «I prezzi dei coils sono aumentati - spiega l'amministratore delegato della Magona Leandro Nanniperi - e dopo le festività c'è stato un risveglio del mercato, a cui non sono estranei anche ragioni speculative in previsioni di ulteriori aumenti».  Ma a rimettere in gioco la Magona, rispetto a concorrenti come Marcegaglia e Riva, è stata soprattutto la decisione di Arcelor Mittal di consentire anche all'azienda italiana di acquistare coisl grezzi fuori dal gruppo nel caso di prezzi più favorevoli. «Grazie a questo - spiega ancora Nannipieri - un mese fa, quando i prezzi erano più bassi, abbiamo potuto acquistare i materiali che ci consentono di lavorare nei prossimi mesi. Questo, considerando che anche la concorrenza ha rialzato i prezzi, ci ha consentito di acquisire ordini per gennaio e febbraio. Tendenza che si pensa di confermare anche a marzo».  Soltanto qualche settimana fa la Magona aveva presentato ai sindacati un quadro assai più negativo per il 2011, prevedendo nell'arco dell'anno una produzione di 330mila tonnellate. «Quel budget era stato ipotizzato in una situazione ancora in evoluzione - precisa l'ingegner Nanniperi - Oggi invece possiamo pensare di ottenere lavoro per tutto l'anno e di attestarci su almeno 500mila tonnellate, considerando che il secondo trimestre è storicamente quello a noi più favorevole. Dopo marzo, dunque, si spera di poter fare volumi e utili».  Nell'ultimo trimestre di quest'anno la Magona aveva invece dovuto ridurre la produzione, fermando la zincatura 5 e lavorando, fino al 21 dicembre (per poi fermare anche quella in occasione delle feste) con la sola zincatura 4. «Contiamo entro la seconda metà di gennaio - conferma Nanniperi - di cessare il ricorso alla cassa integrazione. Sono da smentire in modo assoluto le voci, riprese anche da una forza politica, sull'esistenza di un accordo con i sindacati per utilizzare gli ammortizzatori sociali per 3 anni più 2: è pura fantasia. Per quanto ci riguarda, prima riusciamo ad uscire dalla cig più siamo contenti».  Nonostante la contingenza favorevole, la stessa azienda non ritiene superati i problemi di fondo, anche se dalla maggiore autonomia ottenuta dal Gruppo per l'acquisto di coisl sul libero mercato restituisce un po' di ottimismo. Nella sostanza si continua a navigare a vista, all'interno di un mercato sempre più agguerrito. La stessa automomia sugli acquisti è limitata al reperimento dei materiali necessari per andare avanti qualche mese, mentre altri concorrenti possono fare scorte ben superiori nei momenti di bassi prezzi. Il 13 gennaio è comunque atteso un incontro di lavoro con il presidente di Arcelor Mittal Sud Europa, Jean-Luc Maurange, che consentirà di analizzare meglio la situazione complessiva.  Con la ripartenza delle due zincature, anche la turnistica del reparto verniciatura riprenderà il ritmo di 15 turni alla settimana. Qualche difficoltà in più è prevista al tandem e al decapaggio, dove al momento 15 turni sono ritenuti eccessivi. L'azienda ha comunque intenzione di evitare anche in questi reparti ferie obbligate e cassa integrazione facendo ricorso a nuove modalità organizzative.

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