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LIBRI
Con "Gli incantatori del borgo" racconti e personaggi di Suvereto
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SUVERETO. A Suvereto in vacanza, la scrittrice Gloria Canestrini è stata conquistata dalle sue atmosfere e dal "circolino" dove anziani e cacciatori trascorrono le ore davanti ad un buon bicchiere. I racconti di "imprese" di ogni genere (la caccia su tutte) caratterizzano le lunghe serate d'estate nel vicolo, questo il filo conduttore su cui sono state incastonate cinque novelle. La provincia una volta si differenziava di più per usi e passatempi, ma qualcosa ancora resiste alle mode calate dall'alto. Ed ecco "Gli incantatori del borgo", un libro che fotografa questo angolo suveretano senza mai nominarlo, pur con qualche pennellata fantastica come la presenza del mare. E' stato presentato al Ghibellino dove il sindaco Giampaolo Pioli ha sottolineato come «traspare chiaramente l'amore per il nostro paese». Con la solita maestria Rossano Pazzagli ha commentato l'opera con parole lusinghiere: «E' un libro che si lascia leggere facilmente - dice Pazzagli - a volte sembra più un racconto orale che rievoca le veglie di una volta. Integra bene la realtà con la fantasia della fiaba, fino alla magia, pur con nomi e località vicini alla realtà. La protagonista silenziosa del libro è l'ostessa - osserva inoltre - sempre presente statuaria nel suo vestito nero, con i gesti schivi di un personaggio pur al centro dell'attenzione degli stessi narratori». Un altro tassello nel mosaico di questo angolo di Suvereto nel quale si inseriscono le novelle "La Medusa di Silvino", "Il cinghiale di Fenello", "La cornacchia di Asio", "Le chiocciole di Rotolasassi" e "Le api di Lauro". Gloria Canestrini, nata a Rovereto (Trento) nel 1953 ha pubblicato una dozzina di titoli, oltre a collaborare con la Rai scrivendo sceneggiature per film e radio. «Sono stata diversi anni a Suvereto da turista - ricorda - ed ho conosciuto da vicino questo angolo dalla saletta dove esponeva mio marito. E' il mio primo libro di favole ambientate in una località non del nord ed ai giorni nostri, oltre che illustrate con miei disegni come non si usa fare quasi più, così come ho studiato attentamente le persone, ma con la natura al posto d'onore. Gli animali hanno più messaggi morali degli uomini - prosegue la Canestrini - che hanno dovuto sopportare certi compromessi con la civiltà impedendo di godere a pieno la natura, come, ad esempio fa il cinghiale col bosco. Le fiabe danno messaggi negativi e positivi, come i vecchi contadini che raccontavano sempre situazioni di vita difficili facendosi così coraggio per affrontare le loro. Ho partecipato anch'io alla realtà del 'circolino' - conclude l'autore - e mi è stato subito offerto un bicchiere di vino e dimostrato quella disponibilità che spero di aver ricambiato». Michelangelo Pasquinelli
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