Italia
Il presidente Luthi: la struttura doveva ruotare intorno al centro urbano ma sta accadendo il contrario
«No ai nuovi negozi sul porto»
Paolo Federighi
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Il porto di S. Vincenzo tornato al centro delle polemiche dopo la richiesta della Sales Confesercenti boccia la richiesta Sales per 750 metri di fondi commerciali
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SAN VINCENZO. È un no secco quello di Confesercenti ai nuovi fondi commerciali richiesti da Sales al porto (750 mq di superficie). Jacqueline Luthi, presidente di Confesercenti, spiega il dissenso: «Siamo stati subito a favore - dice - della struttura portuale, perché la filosofia del progetto pareva chiara: tutto doveva ruotare intorno al centro urbano come fulcro sociale e commerciale del paese. «In pratica, il porto doveva integrarsi con il centro urbano, e non viceversa. Purtroppo, però le cose sono cambiate. Innanzitutto, a causa dei forti ritardi nell'ultimazione dell'opera e della netta cesura verificatasi tra porto e centro urbano. È per questo - conclude Luthi - che non siamo d'accordo con la realizzazione di nuovi spazi commerciali sul porto». Luthi è chiara su quelle che Confesercenti considera le necessità di San Vincenzo: «Sappiamo - dice - che l'amministrazione comunale vorrà eliminare il limite di 400 mq come superficie massima di vendita al dettaglio, con la possibilità di consentire esercizi di vendita al minuto nelle zone artigianali. Crediamo necessario - continua - che a San Vincenzo debba esservi una media struttura di vendita di alimentari di 1.500 mq, senza la galleria dei negozi intorno, che sia essa all'ex conservificio o altrove». L'ex conservificio ha una superficie commerciale di 3.250 mq. Come utilizzare quella restante? «Decida l'amministrazione - purché non vi si facciano altri negozi». Luthi parla poi dell'attività di Confesercenti per la destagionalizzazione e la crescita dell'immagine del paese: «La nostra attività è quotidiana, e molti sono gli eventi che abbiamo organizzato. Per il momento, con alcune strutture ricettive e in collaborazione con Spi-Cgil, stiamo elaborando un progetto di turismo per anziani in bassa e bassissima stagione, che consiste nella creazione di un pacchetto comprendente escursioni, visite alle cantine, accesso alle Terme di Caldana, aggregazione con altre associazioni del paese». Per Luthi è necessario favorire l'aumento della popolazione residente a San Vincenzo ed arginare l'esodo dei giovani: «Sì, perché si passa - dice - dal dover garantire servizi per almeno 40mila persone in alta stagione, ai 7mila soli residenti del resto dell'anno. In questo modo, è difficile organizzare i servizi commerciali. Ma c'è la necessità di ripensare tutto il centro urbano, partendo da una sorta di deroga alle norme che di fatto si sta verificando in questi anni nella zona pedonale». Il 2010, per il turismo e l'economia sanvincenzini, non sono stati positivi, ma, secondo gli studi nazionali di Confesercenti, si preannuncia un 2011 ancor peggiore: «La crisi ha influito sui consumi dei turisti e dei residenti. Gli operatori si sono trovati davanti a grosse difficoltà. C'è bisogno di fare sistema. A San Vincenzo - prosegue Luthi - esiste però un'anomalia: l'esistenza di 2 centri commerciali naturali per soli 7000 abitanti. Dobbiamo ridiscutere il tutto con tranquillità. Per il 2011 le prospettive sono davvero preoccupanti. Proporremo all'amministrazione comunale un programma di eventi, e, in prospettiva, sarà importante lavorare al progetto europeo "Necstour", al quale collaboriamo».
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