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Aut-aut delle banche a Mordashov. Sulla Lucchini lo spettro del crac

Aut-aut delle banche a Mordashov. Sulla Lucchini lo spettro del crac

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PIOMBINO. Il destino dei lavoratori Lucchini dipende dalla partita a scacchi tra Alexey Mordashov e il pool dei nove istituti di credito. Ma i tempi per chiudere la trattativa si fanno sempre più stretti. «Se non si trova una soluzione in fretta lo stabilimento di Piombino rischia di affondare».

A lanciare l'allarme è il coordinatore delle rsu Fiom, Mirko Lami, che commenta le novità relative al braccio di ferro sulla ristrutturazione del debito da 770 milioni. L'ultima mossa l'hanno perfezionata le banche, pronte a rispondere all'aut-aut del magnate russo. Ricapitalizzazione complessiva per 150 milioni di euro suddivisi in cash e in prestito soci, conversione di parte dei crediti in capitale e riapertura delle linee di credito. La novità emersa nei giorni di Natale, riportata da Il Sole 24 ore, consiste nelle modalità di riconversione del debito.

Le banche sarebbero disposte ad abbattere 150 milioni di euro, senza però entrare nel pacchetto azionario del gruppo (Mordashov aveva offerto alle banche il 35% della società).L'oligarca russo resterebbe l'azionista unico di Lucchini e liquiderebbe le banche con l'incasso della vendita. Una vendita che a questo punto è un passo obbligato.

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