Il Tirreno

MAGONA

Dal 20 gennaio stop alla cassa integrazione

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 PIOMBINO. «Dal 20 gennaio i livelli di produzione in Magona consentiranno di interrompere il ricorso alla cassa integrazione». A darne notizia è il segretario Fiom Luciano Gabrielli che fa il punto sulla crisi produttiva che ha investito lo stabilimento di via Portovecchio. «L'azienda ha lavorato per ottenere nuovi ordini - commenta il segretario - tutti i lavoratori dovrebbero rientrare al lavoro, anche se il punto non è questo».  Il calo di ordinativi ha comportato nel mese di dicembre la fermata della zincatura 5. Anche i reparti di laminazione e verniciatura 2 hanno interrotto la produzione il 15 dicembre e solo il 10 gennaio torneranno a marciare. Il quadro non confortante è completato dalle prospettive incerte del mercato per il 2011, anno in cui le previsioni produttive sarebbero destinate a ridursi ancora, passando da 450mila a 330mila tonnellate, quando la capacità complessiva degli impianti è di 850mila tonnellate. Alla base del calo produttivo c'è la forte concorrenza di mercato, con i sindacati preoccupati per un possibile disimpegno della proprietà Arcelor Mittal dagli attuali asset europei. Giovedì 13 gennaio Jean-Luc Maurange, presidente dell'area Sud-Europa, visiterà il presidio piombinese. «Sarà un'occasione importante per chiarire alcuni punti cruciali per il futuro di Magona - commenta Gabrielli - gli chiederemo quali sono le vere intenzioni dell'azienda per Piombino».

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