Il Tirreno

A digiuno contro la riforma Gelmini

Lorenzo Guastalli
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Lorenzo Guastalli

A Pisa anche uno studente piombinese fa lo sciopero della fame

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PIOMBINO. C'è anche un piombinese tra i sei studenti universitari che a Pisa da giorni hanno iniziato lo sciopero della fame contro la riforma Gelmini: si tratta di Lorenzo Guastalli, primo anno di ingegneria edile, che d'estate lavora come bagnino, pendolare da Piombino dove ha fondato un collettivo studentesco. «Non ci sentiamo soli - racconta - Anche tre studenti fuori sede nostri amici hanno portato avanti lo sciopero della fame a casa loro, e lunedì scorso la diretta streaming del nostro movimento ha toccato i 5000 contatti».  I sei studenti universitari che manifestano contro la riforma Gelmini (da ieri è legge) hanno deciso di rinunciare all'alimentazione perché, è lo slogan che hanno scelto, "hanno fame di cultura". Alcuni continueranno con la protesta anche oggi. Anche se si sono sostenuti solo con 2 litri d'acqua al giorno e thé zuccherato, sono vivaci, appassionati, chiacchieroni, impegnati da giorni in iniziative di informazione. Ieri hanno interrotto l'occupazione del Rettorato, ma promettono che torneranno a mobilitarsi. Il gruppetto elenca i punti più contestati della riforma: «I tagli alle borse di studio, l'ingresso dei privati nel consiglio di amministrazione, la scomparsa del ricercatore a tempo determinato. Sulla bocca della Gelmini parole come meritocrazia e lotta al baronato non sono che vuoti slogan». Alla domanda su quali siano invece le parole chiave degli studenti per ripensare l'università nessuno esita: «Finanziamenti, trasparenza, democrazia, coscienza critica, uguaglianza d'accesso».

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